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Dalla redazione di Napoli: Maria Serena Scafuri

Nella sede della Stazione Zoologica Anton Dohrn della Villa Comunale di Napoli, che ospita il Public Event Village, si è svolta, ieri pomeriggio, una tavola rotonda sull’iniziativa Healthy Ocean Project promossa dall’ America’s Cup. Healthy Ocean Project è un progetto globale avviato nell’ambito della 34ma Coppa America, realizzato in collaborazione con la IUCN, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, per educare le popolazioni del mondo sui problemi che affliggono gli oceani e ispirare un’azione mirata in loro supporto. Il progetto ha l’ambizioso obiettivo di sviluppare il più grande programma di comunicazione e sensibilizzazione, mirato a migliorare la salute dell'oceano. La conservazione degli oceani e il rispetto dell’ambiente saranno argomenti prioritari durante il cammino dell’America’s Cup attraverso le sue tante tappe e in occasione dell’appuntamento più atteso: le finali di San Francisco 2013. Presenti all’incontro diversi ricercatori e studiosi operanti nel territorio campano tra i quali Giovanni Fulvio Russo e Gian Carlo Spezie, rispettivamente professori di Ecologia marina e Oceanografia presso l'Università Parthenope di Napoli e Maria Cristina Buia, ricercatrice presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Ischia. Intervenuti all’evento anche lo skipper napoletano Paolo Scutellaro, consulente velico della ACN e Carl Gustaf Lundin, componente del Global Marine and Program Polar della IUCN, che ha moderato il dibattito. Dalla discussione è emersa un’interessante riflessione sull’importanza delle aree marine protette e sullo scopo primario che sta alla base della loro realizzazione. Sono cinque le aree protette del territorio partenopeo. Queste aree presentano particolari caratteristiche di biodiversità che è necessario salvaguardare con accurate azioni di protezione. Il bacino napoletano racchiude la più elevata concentrazione di aree marine protette rispetto al territorio nazionale. Risulta quindi necessario non solo attivare strategie di monitoraggio e controllo per preservare il paesaggio marino, ma anche realizzare adeguate politiche di pianificazione ambientale, sia per le coste che per le aree marine. Tali azioni devono tener conto sia della biodiversità naturale, che della presenza umana calata nella realtà sociale, per recuperare le diversità culturali delle sponde al fine di raggiungere un minor impatto ambientale. Le aree marine protette rappresentano uno strumento per la tutela del paesaggio marino, ma sono anche fondamentali per creare campagne di sensibilizzazione ambientale per far conoscere ai più giovani il proprio patrimonio marino. Tali iniziative hanno lo scopo di diffondere una maggiore consapevolezza, per educare, sin dalla più tenera età, al rispetto delle regole e alla tutela del territorio. Solo attraverso un lavoro continuativo e sinergico tra tutte le forze politiche, economiche, culturali e sociali sarà possibile una rinascita del Golfo di Napoli.
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