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Dalla redazione di Venezia: Nicolò Groja Si avvicina l’inizio ufficiale delle World Series di America’s Cup, cerchiamo dunque di capire qualcosa di più sulle gare, dai campi di regata su cui si sfideranno gli AC45 alle regole base delle regate di flotta e dei match race. Innanzitutto è bene sapere che saranno due le zone dedicate alle competizioni: una in mare aperto, di fronte alla spiaggia di san Nicolò al Lido, e una, sicuramente più suggestiva, in laguna, che si sviluppa indicativamente tra sant’Elena e San Marco. La prima è un’area rettangolare delimitata, oltre che dalle consuete boe di riferimento, dalla “tribuna” galleggiante rappresentata dalle barche degli spettatori accreditati. Completamente differente è il campo di regata lagunare, che segue la conformazione naturale del bacino di San Marco e della zona prospiciente le rive degli Schiavoni, dei Sette Martiri e di viale Vittorio Veneto fino a formare una sorta di circuito, attorno al quale il pubblico potrà sostare, sia su barche private, motonavi della società di trasporti di Venezia oppure a piedi lungo le fondamenta. Le barche dovranno svolgere quattro giri sul percorso in 40 minuti massimo,  lasciandosi infine la linea d’arrivo sul lato di poppa. Se i tempi non vengono rispettati i giri saranno ridotti. Due saranno anche le tipologie di sfida tra catamarani: le regate di flotta, che come suggerisce il nome stesso impegneranno tutti i team contemporaneamente, e i cosiddetti match race, ovvero i classici duelli “uno contro uno”. Le differenze sostanziali tra i due format di competizione, oltre ovviamente al numero dei partecipanti per gara, sono legate soprattutto al comportamento da tenersi in prossimità delle boe: nei match race le imbarcazioni possono scegliere di girare attorno a una delle due boe poste, a circa 150 metri l’una dall’altra, su ognuno dei lati corti del percorso, lasciando sempre la boa di bolina (quella posizionata, rispetto alla partenza, nella direzione da cui arriva il vento) alla propria destra. Durante le regate di flotta, invece, dopo la boa di bolina (che andrà lasciata, questa volta, alla propria sinistra) le squadre dovranno virare anche attorno una boa detta di disimpegno, utile a spezzare la flotta e a non creare problemi di “ingorghi” tra chi ha già virato e chi sta ancora risalendo il vento. Le barche sono costantemente seguite dagli arbitri di regata, che controllano a vista e attraverso sofisticati sistemi eventuali infrazioni al regolamento; eventuali penalità possono essere richieste dalle squadre avversarie e, dopo la conferma da parte dei giudici l’equipaggio sanzionato dovrà eseguire, in un qualsiasi momento della gara, un giro di 270°; in caso di doppia penalità, una delle due andrà assolta immediatamente.  

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