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Washington sembra essere preoccupata per i servizi di mapping 3D recentemente presentati da Google e Apple. Il Senatore Democratico Charles E. Schumer ha spedito una lettera alle rispettive dirigenze sottolineando i rischi di tali attività. Va bene la navigazione GPS e la mappe online, però fornire così tanti dettagli fotografici su ogni luogo potrebbe generare spiacevoli effetti collaterali. Il più banale è quello della violazione della privacy di qualche cittadino; il più pericoloso è quello di fornire a terroristi troppe informazioni sensibili riguardanti le infrastrutture governative. Già, perché per il mapping 3D ad alta risoluzione pare che i due colossi statunitensi si stiano affidando a ricognizioni aeree di stampo quasi militare. "Può certamente avere pratiche e utili applicazioni, ma la tecnologia che si dice stiano utilizzando queste due aziende raggiunge un livello di precisione che non è mai stato utilizzato per scopi civili", sostiene Shumer. Ecco quindi la proposta di obbligare Google e Apple a rispettare un regolamento basato su tre punti: informare le comunità quanto si ha intenzione di procedere con il mapping; oscurare automaticamente le foto delle persone e dare loro la possibilità di decidere di escludere la propria casa dal mapping; avviare protocolli di intesa con le forze dell'ordine e le municipalità locali per assicurare che i dettagli delle infrastrutture sensibili siano oscurate nelle mappe Al momento l'unica risposta è giunta da un portavoce di Google che ha cercato di spiegare come i dettagli delle foto non violino alcuna privacy e come il 3D in verità sia solo un effetto generato dall'editing più che da una reale cattura tridimensionale.

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