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Avete presente le FAQ, la sezione relativa alle frequently asked questioned – ovvero le domande più frequenti – presente in molti siti? E avete presente Wikipedia, l'enciclopedia web aperta a tutti? Bene, ora immaginate di farle incrociare geneticamente... Il risultato online è Quora. Quora è una sorta di mercato online della conoscenza, nato un paio di anni fa, ma disponibile al pubblico solo dalla scorsa estate. Il sito raccoglie e aggrega domande e risposte su moltissimi argomenti, consentendo agli utenti – come nel ben più noto Wikipedia – di collaborare alla stesura dei contenuti. La forma però è quella più diffusa e amata del social network. E proprio come in ogni social network che si rispetti è possibile aggiungere e invitare amici, creare e personalizzare il proprio profilo, selezionare e seguire gli argomenti di proprio interesse, collegarsi e accedere tramite Facebook o Twitter.

Le "Q&A platform", ovvero le comunità di domande e risposte, non sono una novità assoluta. Tra gli esempi più noti spicca certamente Yahoo Answers, la cui qualità ha però subito un crollo con l'aumento dei contenuti. Ma sul piano social il vero contendente è Facebook Questions, e non mancano nuovi soggetti che iniziano ad affacciarsi ora su questo mercato - uno su tutti, Google. Le parole chiave di questo genere di esperimenti rimangono comunque crowdsourcing e user-generated content. Sono gli utenti, infatti, il fulcro del progetto, così come immaginato fin dal principio anche dal fondatore di Quora, Adam D'Angelo. Obiettivo: creare una comunità di utenti esperti che, attraverso lo scambio di conoscenze, produca un archivio .... Purtroppo il servizio è al momento esclusivamente in lingua inglese. Dal suo successo dipenderà ovviamente l'espansione del servizio, che per ora rimane una community abbastanza esclusiva. Nei pochi mesi della sua esistenza Quora ha già incassato un ampio numero di lodi, ma anche – inevitabilmente - di critiche. Tra queste innanzi tutto la poco originalità dell'idea – che, come principio base, risale agli esordi di internet - e poi il forte livello di spam, la presenza di presunti esperti che spopolano coi loro contenuti, l'insistenza del sito che invade la sfera sociale e personale inviando continui aggiornamenti e avvisi e, non ultima, la mancanza di garanzie sulla qualità e sulla competenza nelle risposte. Così, se alcuni l'hanno annoverata tra le migliori startup del 2010, non è mancato chi l'ha addirittura apertamente derisa. Tom Scott, scrittore e geek, ha creato una pagina web ispirata a Quora, che ne riprende, con piccole modifiche, nome e grafica (la pagina si chiama Cwora), mettendone in ridicolo i punti deboli e gli aspetti meno riusciti. Chissà se Quora avrà una risposta anche per ognuna delle critiche che riceverà.
3 Commenti
SuperUser
interessante potrebbe sempre tornare utile
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Avresti un' invito da darmi? :)
New Entry
Ora dovresti riuscire a iscriverti anche senza invito! Io ce l'ho fatta e non avevo inviti :)
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