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"Apple ha perso un genio creativo e visionario, un formidabile essere umano". Queste le parole con cui Apple saluta Steve Jobs, scomparso ieri all'età di 56 anni. 1955-2011: sono bastati pochi decenni a questo moderno Profeta per cambiare radicalmente il mondo dell'informatica e il modo di comunicare, prima che lo scorso agosto il tumore al pancreas lo portasse a lasciare il timone dell’azienda di Cupertino. Di lui, incarnazione di una brand dal successo planetario e sacerdote del culto della Mela, resteranno sempre "la passione, l'ingegno e l'energia che" - riprendendo il messaggio di addio dei suoi collaboratori - "hanno arricchito la nostra esistenza". E quella di tutti noi, possiamo dire. Dal primo leggendario Macintosh del 1984 alla rivoluzione dell'iPod, dall'iPhone (l'ultimo modello è stato presentato non più tardi dell'altro ieri) all'iPad con cui ha letteralmente inventato il tablet, Steve ha sempre saputo intercettare ciò che il pubblico voleva, stanando bisogni latenti o creandone di nuovi e aprendo sentieri che tutti avrebbero considerato impossibili. "Think different", appunto. Vogliamo ricordarlo con le parole pronunciate nel 2005 presso l'Università di Stanford agli studenti, monito a non smettere mai di osare per raggiungere i propri obiettivi, proprio come ha fatto lui: "Stay hungry, stay foolish". Ciao Steve.

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