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I delegati di Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio e l'Europol (la criminal intelligence dell'Unione Europea) si riuniranno a settembre per discutere del progetto CleanIT, un piano per pulire il Web (o almeno la sezione europea di Internet) dai siti dei terroristi. L'obiettivo di CleanIT è di realizzare un sistema di segnalazioni per questo tipo di contenuti. Non sarà obbligatorio, ma gli Internet provider saranno incoraggiati a bloccare l'accesso a questi siti. Tuttavia rimane qualche perplessità sulla definizione di "sito web terrorista". Come si fa a capire se alcuni contenuti rientrano in questa categoria? Il progetto però procede spedito ed entro febbraio 2013 saranno già implementate le linee guida e i principi creati dal comitato. "Questi principi possono essere considerati come un accordo fra signori e possono essere adottati da molti partner", sostiene il gruppo sul sito ufficiale, che in ogni caso riconosce la difficoltà nell'individuazione di questi siti web pericolosi. "Per un'azienda di hosting è difficile valutare l'illegalità dei contenuti. Grazie al sistema di segnalazioni noi potremo aiutarli in questo compito, per riuscire a stabilire che cosa dovrebbe fare l'host in determinati casi", spiega But Klaasen, il coordinatore olandese per la sicurezza e il contro-terrorismo. "Ci sono molti casi in Europa in cui i terroristi sono stati catturati grazie a quello che hanno detto su Internet. La libertà di parola non equivale a libertà illimitata. Ci sono limiti e confini da rispettare" sostiene Klaasen. Di tutt'altro avviso i difensori dei diritti civili europei e gli attivisti digitali, fermi sostenitori della libertà del Web e raccolti al lavoro in diverse organizzazioni europee contrarie all'operato del progetto CleanIT. Inoltre non si può ignorare il problema che i siti web "incriminati" potrebbero semplicemente spostare i server al di fuori dell'Unione Europea, aggirando la "bolla protettiva" di CleanIT. Nel frattempo in questi giorni si è appresa la notizia che il Governo Iraniano è al lavoro sulla creazione di una Rete interna di siti web, per contrastare il dominio dell'occidente sulla Rete, che secondo Reza Taqipour (il ministro iraniano della comunicazione e dell'IT) sarebbe nelle mani di una o due nazioni. Ovviamente tutti i contenuti sarebbero rigorosamente controllati dai politici iraniani, e online già si è etichettata questa sorta di nuova Rete con il nome di "Web censurato". Siamo curiosi di scoprire il parere dei cittadini iraniani su questa nuova trovata, ma scommettiamo che se dovesse partire questo nuovo Web online si leggerebbero soltanto pareri positivi, filtrati accuratamente dagli uomini del Governo.

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