Menu Toggle

Vodafone Community

Archivio News

New Entry
51
0

Le università di Leeds e di Tokyo stanno portando avanti due progetti che mirano alla realizzazione dei primi computer biologici. Nel Regno Unito il team di ricercatori è riuscito a individuare un modo per coltivare la magnetite, il minerale con le più intense proprietà magnetiche esistente in natura, imitando il metabolismo di un batterio (Magnetospirilllum magneticum). In questo modo si ha potenzialmente a disposizione uno degli elementi chiave per il settore hard disk. I nanomagneti infatti si possono impiegare per la creazione di dischi con una maggiore densità di dati e in generale rappresentano un contributo rilevante alla sempre più rapida miniaturizzazione dei dispositivi elettronici. "Stiamo arrivano velocemente ai limiti della produzione elettronica tradizionale mano a mano che i componenti diventano più piccoli - ha spiegato Sarah Staniland dell'Università di Leeds, uno dei responsabili del progetto - Le macchine che abbiamo usato finora sono inadatte a scale così piccole". In Giappone invece si è partiti da membrane cellulari per realizzare nanotubi: potrebbero un giorno essere in grado di creare l'ossatura di un sistema di comunicazione all'interno di un computer biologico costituito da cellule, come ha spiegato il Dottor Masayoshi Tanaka. Senza contare eventuali applicazioni in chirurgia, considerata la compatibilità con i tessuti umani.

4g arrow-right main_icn_Chevron_down main_icn_Chevron_left main_icn_Chevron_right main_icn_Chevron_up main_icn_Close google-plus-thin main_icn_Menu social-facebook social-google-plus social-linkedin social-twitter social-youtube main_icn_Community_or_Foundation