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Forse Darwin non pensava esattamente a questo quando parlava di selezione naturale, ma un gruppo di ricercatori dell'Imperial College di Londra, coordinato da Robert MacCallum, ha ripreso in modo originale la sua teoria. Il team, infatti, ha cercato di dimostrare che il mondo della musica, così come quello biologico, segue un processo evolutivo simile appunto a quello spiegato dal naturalista dell’800. I ricercatori hanno, infatti, sviluppato un programma, “DarwinTunes”, che produce brevi brani di suoni casuali, della durata di otto secondi ciascuno, che periodicamente si ricombinano, mutano e si riproducono. Dal sito dedicato all’esperimento, gli utenti possono ascoltarli, casualmente appunto, e dare la loro opinione attraverso una pagella con una scala di 5 punti. I brani con i voti peggiori si estinguono, mentre quelli con i voti migliori vengono rimescolati, creando nuovi brani. Dall’analisi delle opinioni raccolte, gli scienziati "musicisti" sono giunti alla conclusione -  i cui risultati sono pubblicati sulla rivista dell'Accademia di Scienza degli Stati Uniti (Pnas) - che la musica si evolve attraverso un processo di selezione naturale proprio come avviene in natura: in effetti, anche intuitivamente, passando da un musicista all'altro, la musica è spesso modificata e le preferenze di chi ascolta influenzano la riproduzione, la diffusione e la persistenza di brani particolari. Per ora i partecipanti sono stati circa 7.000 e hanno valutato 100 brevi brani, ma il sito è online e pronto al vostro ascolto. Fate evolvere la musica anche voi...

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