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Dalla redazione di Torino, Giulia Li Destri Nicosia Camminando per i padiglioni del Salone del Gusto e Terra Madre, tra voci e profumi tutti diversi in un’atmosfera elettrica e familiare, una certezza salta subito all’occhio: siamo davvero quel che mangiamo. Il cibo è l’espressione della nostra identità e della storia che ci vede protagonisti, un mezzo che consente di esaltare le diversità e rafforzare la rete di relazioni e scambi. “Dillo con il cibo”, questo potrebbe essere il motto del Salone del Gusto e Terra Madre 2012. Se per rigenerarsi non c’è niente di meglio che partire da un sorriso, allora un semplice smile, un emoticon, diventa il simbolo perfetto di una comunicazione globale. Per questo i ragazzi dello stand del Senegal hanno giocato usando melanzane gialle, minuscoli peperoni rossi e hibiscus fino a creare un volto sorridente che esprime la tradizione del territorio. Allo stand della Tanzania è una donna a prendere in mano la situazione: da vera maestra, tocca i prodotti della sua terra come fossero oggetti delicati, mettendo insieme ndizi (banane affumicate), maharage (fagioli) e rosela (una varietà di ibisco) per comporre un volto che rappresenti al meglio il suo Paese. Sia nel primo che nel secondo caso, ogni singolo cibo è stato raccontato, ricordando innanzitutto quanto sia necessario salvaguardarlo per la sua rarità. Questo è stato il modo in cui, attraverso la creazione di un viso tramite il loro cibo, i produttori del Salone del Gusto e Terra Madre hanno avuto modo di esprimere la gioia per la loro partecipazione a questo evento.

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