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La rete sociale più frequentata del mondo non è mica solo il luogo di perdizione che certi media amano tratteggiare. Su Facebook ho guardato, per esempio, con profitto e interesse, una ventina di minuti di chiacchierata su Fb Dc Live, dove Fb sta per Facebook e Dc per District of Columbia, insomma gente di Facebook che trasmette video da Washington, negli Stati Uniti.

Il soggetto? Protecting Kids Online, ovvero protezione online dei ragazzi (se l’inglese non è un problema lo si può rivedere a piacere). Svolgimento: discussione attorno alla decisione di Facebook di adottare il sistema PhotoDna per l’identificazione automatica delle foto di pornografia infantile, in modo che possano essere tolte dalla rete appena possibile e diventi sempre più arduo per i pedocriminali farle transitare su Internet.

PhotoDna è una tecnologia sviluppata nel 2009 da Microsoft in collaborazione con il Dartmouth College. Analizzando un'immagine riesce a identificarla in modo inequivocabile, come se si trattasse di una persona di cui si è identificato il Dna. Così quella immagine, se esiste duplicata (non importa molto se alterata, tagliata o deformata) in qualche luogo su Internet, può essere trovata. E rimossa se inappropriata.

E la prima identificazione delle foto criminali, chi la fa? Microsoft ha donato la tecnologia PhotoDna al National Centre for Missing & Exploited Children americano (Ncmec), il centro nazionale per i ragazzi smarriti e sfruttati. Il Ncmec dispone di un archivio di foto pedopornografiche trovate nel corso della lotta contro i pedofili e ne ha ricavato il “Dna fotografico”. Così, se esemplari di quelle foto girano ancora in rete, c’è una possibilità in più di trovarle e spazzarle via, possibilmente insieme ai responsabili della loro diffusione. Su servizi Microsoft come il disco virtuale SkyDrive e il motore di ricerca Bing, PhotoDna ha permesso di individuare un totale di 2.500 foto pedopornografiche tra due miliardi di immagini. Il che testimonia quanto sia realmente diffuso il fenomeno e anche quanto sia difficile combatterlo efficacemente, quando la sfida somiglia al trovare aghi in un immenso pagliaio. Il pagliaio di Facebook ha dimensioni inimmaginabili: ogni mese girano sul social network trenta miliardi di pezzi di informazione, da foto a collegamenti Internet, a filmati, a testi, a qualsiasi altra cosa. Per fortuna, riguardo alle foto c’è una buona notizia in più. L’adozione di PhotoDna da parte di Facebook lo rende un posto più sicuro e i pornografi infantili hanno vita ancora più difficile. Fa solo piacere. goedelfan è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.
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