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Il virus Flame, che ha messo sotto scacco le centrali atomiche iraniane, sta iniziando ad auto-distruggersi. Secondo Kaspersky Lab la cyber-arma, realizzata da Stati Uniti e Israele, avrebbe avviato una procedura di cancellazione che dovrebbe consentire la rimozione di ogni sua traccia. Insomma, un malware da 20 MB che si sta dimostrando una macchina perfetta per missioni ad alto livello di difficoltà. Flame non solo si è infiltrato nelle centrali per disabilitare elementi chiave dei sistemi di purificazione dell'uranio - bloccando di fatto il programma militare - ma sta per scomparire nel nulla come un provetto 007. Più studi non a caso hanno confermato che è il più complesso strumento di spionaggio e furto di dati mai realizzato. È stato in grado infatti di attivare il microfono del computer e registrare le conversazioni, tracciare i tasti premuti, prendere schermate, esaminare il traffico e comunicare via Bluetooth con dispositivi vicini. Senza contare la capacità di diventare invisibile agli occhi di un antivirus disattivando una serie di funzioni. Il meccanismo di auto-distruzione non solo elimina i file, ma sovrascrive negli spazi vuoti caratteri casuali per complicare il lavoro dei cyber-detective che stanno indagando sul caso. Kaspersky sostiene che il virus si sia diffuso soprattutto in Africa e Medio Oriente, in particolare in Iran, Israele, Sudan, Syria, Libano, Arabia Saudita ed Egitto. Le sue operazioni sul campo per di più sarebbero iniziate nel lontano 2010.

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