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Così vicina, così lontana. Basta alzare gli occhi in una notte chiara, e lei ò lì – e lei è il motivo per cui la notte è chiara. È la luna. Qualcosa di più di un satellite, una roccia in orbita intorno alla Terra: ispira canzoni, illumina amanti, rischiara la via. Ed è una delle grandi sfide dell’umanità. Alzi la testa e lei è lì – che tu sia in città, in campagna, in mare, lei è lì. Raggiungerla sembra un attimo. O no? La storia dei viaggi sulla Luna è essenzialmente una storia americana. Ed è legata a filo doppio con la storia delle missioni Apollo, che inizia negli anni Cinquanta. Il Presidente degli USA era Dwight Eisenhower, che durante la Seconda Guerra Mondiale aveva guidato le truppe alleate in Europa. Fu in quegli anni che l’idea di una missione che portasse l’uomo sulla luna prese seriamente piede. Ma una missione del genere presentava costi enormi, pericoli e soprattutto incognite. Il problema, come sempre nelle missioni spaziali, non era soltanto tecnologico, ma umano. Gli astronauti si sarebbero ritrovati in un ambiente del tutto alieno, lontani da qualsiasi aiuto. Perfino camminare sarebbe stato difficile, a causa della diversa gravità lunare. E un errore poteva costare la vita. Dovettero passare anni prima che dalla progettazione si passasse agli esperimenti concreti, e gli inizi furono burrascosi. La missione che in seguito sarebbe stata ricordata come Apollo I finì prima ancora di cominciare – un rogo durante le esercitazioni uccise i tre astronauti che ne facevano parte. Ma noi esseri umani siamo creature tenaci. Così di esperimento in esperimento si arrivò all’Apollo 11, che il 20 luglio 1969 portò i primi uomini sulla luna. ‘Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità’: queste le famosissime parole di Neil Armstrong, il primo essere umano a toccare il suolo lunare. All’epoca gli Stati Uniti erano ancora impegnati in una ‘corsa allo spazio’ che li vedeva contrapposti all’Unione Sovietica, e quella prima missione sembrava promettere miracoli a venire. Molti, per esempio, davano per scontato che presto sarebbe iniziata una colonizzazione della Luna su larga scala: enormi cupole avrebbero garantito l’atmosfera necessaria, e i primi coloni interplanetari avrebbero portato l’umanità su un altro corpo celeste. Non è stato così. Dopo altre missioni di successo sono intervenuti molti problemi, alcuni di natura tecnologica, altri di natura politica: sembravano esserci questioni più impellenti delle colonie lunari, qui sulla Terra. La NASA aveva dei piani per tornare sulla luna entro il 2020, ma di recente Obama ha tagliato i fondi. Poco dopo è seguito l’annuncio di una scoperta importante: pare che ci sia davvero dell’acqua, sul nostro satellite. E quindi costruire una base potrebbe essere più semplice di quanto si pensasse. La storia continua: difficile dire come finirà. La luna resta un sogno sfuggente: sempre così lontana, sempre così vicina. Ma niente ci vieta di alzare gli occhi al cielo. Guardare la luna, e sognare un po’.

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