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Le major e gli ISP (Internet Service Provider) statunitensi hanno creato il Center for Copyright Information, cioè un organismo che dovrà creare regole per la protezione dei contenuti protetti dal diritto d'autore, in modo da rispettare anche i diritti dei "cittadini del web". Il progetto era già nell'aria da diversi mesi, ma soltanto ora sono stati nominati il direttore e diversi membri che faranno parte del comitato consultivo. La buona notizia è che fra il gruppo di dirigenti ci sono sia uomini di fiducia delle major sia cittadini attivi nella difesa dei diritti civili. Il primo obiettivo dell'organismo è la creazione del Copyright Alert System, un sistema per individuare gli indirizzi IP coinvolti nello scambio di file illegali e per comunicarli agli ISP. Questi ultimi si preoccuperanno di notificare personalmente gli utenti, senza danneggiare la loro privacy. Lo scopo è di educare gli utenti e non di sanzionare chi commette un'infrazione. Nel caso l'utente sia recidivo, cioè dopo sei o più notifiche, si rischia il passaggio a un'azione legale, ma anche in questo caso ci si potrà appellare e contestare gli avvisi. Insomma, la misura sembra più un deterrente che una vera e propria persecuzione. Il Copyright Alert System non includerà soltanto notifiche e azioni legali, perché gli ISP potranno decidere di adottare una temporanea riduzione della velocità di navigazione o di reindirizzare gli utenti a una pagina web fissa finché i clienti non decideranno di chiamare il servizio di assistenza per risolvere la questione. Da una parte si teme che questo strumento finisca per diventare una forma di censura nelle mani dei produttori Hollywoodiani, ma le persone nominate per la direzione del CCI indicano che ci sarà una certa dose di equilibrio, a metà fra gli interessi dei proprietari dei diritti d'autore e gli utenti finali. Ora la palla passa agli internauti. Come reagiranno alla notizia? Si daranno da fare per cercare di limitare i comportamenti da "pirata" o cercheranno di aggirare i sistemi degli ISP in modo da non far riconoscere che tipo di dati si stanno scambiando?

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