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Redazione News
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Crescono le mail con contenuto spam registrate nel corso dell'ultimo anno. Secondo il report “Spam and phishing in 2016” di Kaspersky Lab, infatti, l'aumento ha toccato il 3% per un totale di contenuti invasivi o pericolosi pari al 58,3% rispetto a tutti i messaggi che arrivano mediamente nella nostra casella di posta elettronica. Ma da dove arriva tutta questa "spazzatura"? Secondo i ricercatori sono gli Stati Uniti la principale fonte di spam (12,1%), con il secondo gradino di questo podio in negativo occupato dal Vietnam (10,3%), seguito a strettissimo giro dall’India (10,2%). Primo Paese vittima di spamming è la Germania (14,1%), seguita dal Giappone (7,6%) e dalla Cina (7,3%). A livello di attacchi pishing (truffe con cui vengono sottratti dati sensibili, comprese password per accedere a dati finanziari), invece, ne risultano colpiti complessivamente il 15,3% degli utenti. Più nel particolare, la percentuale media di attacchi di phishing ai clienti di istituzioni finanziarie sale al 47,5%, rispetto al 34,3% del 2015 e al 28,7% del 2014. La "chiave" più utilizzata dai malfattori per entrare nei nostri dati personali - sottolineano in Kaspersky Lab - è il Trojan.Win32.Bayrob. Infine, 1 mail su 5 (20%) contenente spam ha diffuso ransomware, ovvero virus che infettano il nostro dispositivo limitandone l'utilizzo: gli hacker per ripristinarne le funzionalità richiedono un vero e proprio riscatto in denaro.

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