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Dimenticate I lettori mp3. Mettete da parte i pc portatili ultramoderni, gettate i cellulari, regalate al nipotino i vostri palmari e cercate un museo che voglia la vostra fotocamera digitale. Il gadget del futuro, quello capace di far tremare dal desiderio i ragazzi di Gizmodo, quello che dovreste prenotare subito nel negozio sotto casa, non è l’ennesima macchinetta portatile. E’ un’armatura. Un’armatura rossa e oro, per la precisione, costruita da Tony Stark, ex-mercante d’armi  diventato supereroe. Purtroppo succede solo in un film, Iron Man, il nuovo blockbuster girato da Jon Favreau e graziato da un cast stellare (Gwyneth Paltrow, Robert Downey Jr, Jeff Bridges). Il film farà sognare qualsiasi appassionato di tecnologia: volete l’intelligenza artificiale? C’è. Gli ologrammi? Pure. Generatori di energia pulita? Perchè no. E ovviamente Sua Maestà L’Armatura, il sogno proibito, il Graal, il desiderio finale di qualsiasi geek degno di questo nome. Vola, spara, solleva automobili, ha un sistema operativo che non si impalla, prende la mira al tuo posto e il suo impianto antigelo funziona davvero. Ha anche un telefonino incorporato, se qualcuno se lo stesse chiedendo - satellitare, si direbbe. Prima di essere un film, Iron Man era un fumetto, ideato nel 1963 da Stan Lee. Nelle storie originali Tony veniva preso prigioniero da cattivissimi vietnamiti. Fuggiva costruendo clandestinamente la prima armatura, una sorta di scafandro giallo che sta a quella moderna più o meno come un Amiga sta a un iPod touch. Nel corso degli anni le sue origini sono state riscritte, spostandole in guerre via via più recenti - un po’ perchè i vietnamiti non sembravano più tanto cattivi, un po’ perchè un supereroe settantenne è come Milhouse, non piace a nessuno. A parte il sottofondo politico e polemico, la cosa più interessante è l’armatura in sè. Con il passare degli anni e lo scorrere delle tecnologie, lo scafandro che all’inizio degli anni Sessanta sembrava futuribile ci mise poco a diventare ridicolo. Scrittori e disegnatori di Iron Man hanno dovuto sudare per mantenere all’avanguardia le capacità e il design della sua armatura. Dal look da industria pesante, fordista, del primo modello, si è passati a look sempre più leggeri, sexy, liquidi, da Silicon Valley. L’armatura di Iron Man è un’immagine del nostro progresso tecnologico, del passaggio, per dirla con Nicholas Negroponte, dagli atomi ai bit. Uno dei tanti design la vide trasformarsi in un inquietante intrico di cavi e tubi. E in un ciclo di storie l’Intelligenza Artificiale dell’armatura diventava addirittura senziente. Non solo: si innamorava di Tony Stark e gli donava il suo cuore di metallo per permettergli di continuare a vivere. Come è successo in passato, forse anche questo aspetto dell’armatura verrà superato dalla Storia, e i nostri gadget, invidiosi di Iron Man, acquisteranno coscienza. Dite un po’: come reagireste, se il vostro telefonino vi svegliasse in piena notte per cantarvi una serenata?

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