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Si chiama Impossible living ed è il primo esperimento di community, ancora in beta, ideato per ripensare i luoghi abbandonati. L’idea, nata nel novembre 2010, si deve a due giovani italiani – emiliani per la precisione - Daniela Galvani, architetto di Imola, e Andrea Sesta, ingegnere di Bologna, ma mira a diventare un punto di riferimento web a livello mondiale per quel che riguarda il tema dell'abbandono in architettura. Capiamo meglio di che si tratta. Impossible Living è un sito che ha come obiettivo primario quello di fungere da database mondiale di tutti gli edifici abbandonati (e ce ne sono più di quanti immaginiamo!) e di ridar loro vita, creando un servizio che abbia come base il crowdsourcing. Chiunque infatti può segnalare i casi di edifici abbandonati dei quali è a conoscenza: basta registrarsi gratuitamente al sito e caricare una foto, l’informazione sul luogo e qualche dettaglio “estetico” sulla struttura per dare vita a una scheda dedicata, alla quale poi chiunque potrà aggiungere particolari. Così ogni luogo abbandonato ha una sua scheda, con immagini, informazioni, storia e una sezione dedicata al futuro, dove si possono aggiungere idee e progetti per la riqualificazione dell’impianto. Più interessanti sono le idee più facile sarà che si faccia avanti un finanziatore, che sia pubblico o privato. In arrivo ovviamente anche un’app per Iphone e per Android, grazie alla quale sarà possibile fotografare col proprio smartphone l’edificio abbandonato nel quale ci si imbatte, scrivere un breve commento e caricare direttamente tutto sul sito. “Non basta continuare a costruire il nuovo anche stando attenti a mantenere un basso impatto ambientale, oggi la vera innovazione è riutilizzare quello che c'è già: dedicarsi al recupero del vecchio mantenendo comunque la memoria per fare in modo che questi edifici non siano del tutto snaturati. Non si può buttare giù l'Osservanza o l'ex-Macello e fare un centro commerciale. Questa idea di recupero non ci va bene. Occorre tenere ben presenti delle linee guida e non uscire da queste” spiega Daniela. Bel progetto...da sostenere... In fondo chi di voi non ha mai  pensato "qui ci vedrei proprio..."

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