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Redazione News
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Il contributo della tecnologia nella vita quotidiana continua inarrestabile e anche l'e-commerce fa registrare dati esaltanti. Negli ultimi 5 anni è raddoppiato, con un incremento del 17% nei soli ultimi 12 mesi, pari a 2,7 miliardi di euro. Oggi l'e-commerce nel nostro paese vale 19,3 miliardi di euro, con acquisti via smartphone a +51% per una fetta del 15% sulle intere transazioni online (24% se aggiungiamo anche quelle via tablet). I settori che più stanno contribuendo alla crescita sono abbigliamento (+25%), informatica ed elettronica di consumo (+22%), editoria (+16%) e turismo (+11%). In forte crescita i settori emergenti di food&grocery, arredamento e home living (570 milioni di euro di ordini). I dati sono stati presentati oggi dall'Osservatorio eCommerce B2c Netcomm del Politecnico di Milano durante i lavori della XI edizione del Netcomm eCommerce Forum. "I grandi numeri raccontano che gli italiani che acquistano online sono 18,8 milioni. Rapportata alla popolazione Internet in grado di fare acquisti, ovvero 30,8 milioni di individui, la cifra indica che l'e-commerce vanta una penetrazione del 61%, in crescita rispetto agli scorsi anni se consideriamo che fino a due anni fa eravamo ancora sotto il 50% - commenta Roberto Liscia (in foto) Presidente di Netcomm - Non c'è niente in Italia che cresca come il commercio elettronico a +17%, così da superare, nelle stime che presentiamo oggi, quota 19 miliardi di euro. In Italia esiste, però, un paradosso perché nel Paese esistono tutte le condizioni potenziali perché quei 19 miliardi raddoppino diventando 40 miliardi. Mentre gli eShopper italiani sono raddoppiati, passando da 9 a oltre 18 milioni, le imprese non si sono digitalizzate con lo stesso ritmo. In Italia sono state censite appena 40mila imprese che vendono online, contro le 800mila a livello europeo di cui 200mila solo in Francia: 5 volte le nostre. In questo modo le aziende italiane non solo perdono quote di mercato sugli acquirenti italiani, ma rischiano di perdere fatturati anche da eShopper esteri. Il mio monito, quindi, oggi dall'eCommerce Forum va alle aziende italiane: che serva a spronarle a essere sempre più presenti online e a capire come il "fare eCommerce" sia davvero vitale per la loro sopravvivenza, soprattutto laddove la forza del brand Made in Italy è più rilevante, come nei settori moda, arredamento e alimentare". Del resto nell'utilizzo dell'e-commerce l'Italia in Europa risulta in 24^ posizione, davanti solo a Cipro, Grecia, Bulgaria e Romania. Prime tre posizioni per Danimarca, Olanda e Svezia. "Il mercato eCommerce B2c resta ancora legato prevalentemente ai servizi, che valgono il 55% dell’acquistato online da consumatori italiani. Tuttavia l’acquisto online di prodotti cresce a un tasso più elevato (+27%) rispetto all’acquisto di servizi (+10%) e così il paniere italiano si sta conformando a quello rilevato nei principali mercati occidentali. Se continua a crescere con questi tassi, l’eCommerce B2c varrà entro 3 anni il 10% del totale degli acquisti retail", afferma Alessandro Perego, Direttore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

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