Menu Toggle

Vodafone Community

Archivio News

New Entry
62
0

Le reclute non prestano più interesse all'addestramento all'interno dei simulatori. Il motivo? Dopo aver giocato a Call of Duty: Modern Warfare 3 si aspettano lo stesso livello di realismo e, non trovandolo, perdono stimoli. Ed è così che, una console da poche centinaia di euro, ha messo in crisi simulatori ben più costosi e il Ministero della Difesa inglese che, per mantenere l'efficacia dei suoi piani di addestramento, si è visto costretto a fare un aggiornamento dei suoi sistemi. Andrew Poulter, technical team leader degli sviluppatori di simulazioni militari, lo ammette candidamente: negli anni '80 e '90, i simulatori militari rappresentavano lo stato dell'arte. Ora le cose sono cambiate, e il motivo è che, grazie all'industria dell'intrattenimento che si è creata, i fondi per lo sviluppo di videogiochi sono notevolmente superiori di quelli a disposizione della Difesa. Così, sarà proprio dai videogiochi che i simulatori militari inglesi ripartiranno, acquistando tecnologie dalle stesse software house che producono titoli per Xbox e PS3. Ai militari il compito di rendere poi realistica una simulazione che nasce per intrattenere, e che si prende quindi qualche licenza per facilitare il giocatore (traiettorie dei proiettili comandate e simili).

4g arrow-right main_icn_Chevron_down main_icn_Chevron_left main_icn_Chevron_right main_icn_Chevron_up main_icn_Close google-plus-thin main_icn_Menu social-facebook social-google-plus social-linkedin social-twitter social-youtube main_icn_Community_or_Foundation