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Redazione News
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“Diversità” è una parola dietro a cui si nascondono profondi significati. Quello di capire gli altri, di accettare ogni tipo di differenza culturale, sessuale o di genere, di garantire ogni diritto individuale, di combattere discriminazioni e pregiudizi, di valorizzare l’inclusione, di considerare la molteplicità come arricchimento e non come minaccia, di avere insomma una visione aperta della vita. E nella vita di ciascuno di noi, si sa, la sfera lavorativa occupa uno spazio molto significativo, anzi preponderante, in termini di ore quotidiane. Va di conseguenza che se le condizioni sul posto di impiego sono buone e tendenti sempre al meglio, la persona ne trae beneficio non solo sul versante lavorativo, ma anche individuale (comprese le amicizie e gli affetti) e non ultimo sociale nel senso più ampio del termine. Le grandi aziende, a prescindere dai numeri dei dipendenti, sono quelle che danno importanza, anche e soprattutto, a tematiche come quelle della diversità e dell’inclusione.  

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Diversity in campo da 5 anni Diversity è un’associazione nata nel 2013 con un chiaro obiettivo: sradicare dalla società italiana i pregiudizi e le discriminazioni. La parola “diversità”, quindi, è da intendersi esclusivamente come sopra lo abbiamo descritto. L’accezione negativa che in passato lo ha connotato – e nel presente gli viene data solo da coloro che, come si dice, non guardano neanche oltre il proprio naso… – è proprio quella contro la quale si batte “Diversity” e con essa tante persone, associazioni e aziende. L’intento comune è di “favorire una visione del mondo che consideri la molteplicità e le differenze come valori e risorse preziose per tutte le persone. Diritti individuali, inclusione sociale e benessere organizzativo sono i temi centrali del lavoro svolto dall’associazione. Particolare attenzione è posta alle questioni riguardanti l’orientamento affettivo e sessuale, l’identità ed espressione di genere e alle diverse forme di famiglia”.  

DiversityWins Dal Diversity Media Awards (che premia i media che si sono particolarmente distinti nel trattare i temi LGBT) al Diversity Brand Summit (la prima edizione si è svolta l’8 febbraio a Milano), dalle attività di consulenza a quelle di ricerca, quest’anno l’associazione Diversity ha lanciato anche #DiversityWins, una campagna sociale realizzata “grazie a persone e aziende che credono nel valore della diversità, sfidando gli stereotipi per mostrare l’importanza di ciò che ci rende unici e la ricchezza che l’inclusione genera”. In campo oltre all’associazione sono scese in campo realtà come Vodafone, Google, Amazon, Diesel, FCB Milan, airbnb e tante altre ancora. Ogni partner ha selezionato una persona che potesse sintetizzare i valori della diversità e dell’inclusione portati avanti all’interno della propria realtà lavorativa, per dimostrare come fatti e parole possono e devono camminare insieme.

Daniel, il testimonial di Vodafone Italia A rappresentare Vodafone nella campagna DiversityWins ci ha pensato Daniel Rodríguez Sierra, Head of Big Data & Advanced Analytics. Ecco, attraverso le sue parole, il messaggio che tutta l’azienda e i suoi dipendenti vogliono dare:   Vodafone: dal Welfare allo Smart Working… Sempre in tema di diversità, inclusione e attenzione all’ambito delle risorse umane Vodafone già a partire dal 2012 è stata tra le prime aziende in Italia a introdurre un piano di Welfare aziendale strutturato che ha portato numerosi benefici a tutti i suoi dipendenti. Anche sul fronte dello Smart Working Vodafone ha fatto da volano nel nostro Paese. Infatti, nel 2014 è stata la prima azienda in Italia a introdurre lo Smart Working su larga scala nel 2014. Oggi circa 3.500 persone hanno la possibilità di lavorare un giorno alla settimana da remoto. A ciò lo scorso anno si è aggiunto il raddoppio (2 giorni a settimana) del diritto allo Smart Working per le mamme e i papà al rientro dal congedo parentale. Da settembre 2015 ad oggi, le giornate totali di Smart Working sono state oltre 159mila, su un totale di 3.110 persone che lo hanno fatto almeno una volta e una media di utilizzo pari a 2 volte al mese. Per quanto riguarda l’utilizzo, non c’è una forte differenza tra uomini (79%) e donne (87%), e anche la distribuzione tra le generazioni è omogenea con un tasso di adozione dell’80% nelle fascia 25-35, dell'84% nella fascia 36-50 e del 79% tra gli over 50. Non ultimo, sempre dal 2015, Vodafone ha così risparmiato 2,122 milioni di KWh di spese energetiche, riducendo l’impatto ambientale in termini di Co2 di oltre 1.115 tonnellate.  Vodafone Village.jpg

… fino all’Agenda dell’Inclusione “Da sempre consideriamo la diversità un valore per tutta l’azienda e un nostro punto di forza. Ecco perché ci impegniamo a promuovere e valorizzare un ambiente di lavoro inclusivo”. Questo è il messaggio che in questi giorni ha accompagnato la promozione sui social dell’adesione di Vodafone alla campagna DiversityWins. Tra le testimonianze concrete a queste parole bisogna senza dubbio citare l’Agenda dell’Inclusione che è stata definita al termine di un roadshow in 9 tappe (cioè in tutte le sedi Vodafone in Italia) che nel 2016 ha visto in prima persona l’amministratore delegato Aldo Bisio incontrare e ascoltare tutti i dipendenti. Vodafone è diventata così una delle prime realtà della Penisola a impegnarsi formalmente nel riconoscere la diversità e a valorizzarla come un fattore positivo di cambiamento, un modo per meglio interpretare i bisogni dei clienti, un incentivo per valutare le persone in base al merito e far emergere così diversi stili di leadership. Nell’azienda vengono ad esempio riconosciuti i diritti e il welfare per le unioni civili, dalla licenza matrimoniale per le coppie dello stesso sesso, fino all’estensione della copertura sanitaria integrativa. È favorito lo scambio di conoscenze reciproche tra generazioni. Viene promossa la valorizzazione dei diversi background.   Vodafone continuerà il suo impegno anche sulla strada della diversità e dell’inclusione (di cui anche l’adesione agli ultimi Pride di Roma e Milano è appunto una delle tante testimonianze), fiera di affiancarsi a chi la sta percorrendo e a chi vorrà farlo in futuro.

 

 

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