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Secondo i produttori discografici statunitensi Google non fa abbastanza per limitare la pirateria. La RIAA (Recording Industry Association of America) ha comunicato tramite un blog ufficiale che vorrebbe strumenti e possibilità illimitate per effettuare la cancellazione dei collegamenti pirata dai risultati di ricerca di Google. Evidentemente i link rimossi dal team del motore di ricerca su richiesta dei produttori (1,2 milioni ogni mese) non sono abbastanza. Secondo la RIAA Google "limita artificialmente il numero di ricerche che i titolari di copyright possono fare per cercare violazioni e limita anche il numero di collegamenti per i quali si può richiedere la rimozione". Matt McGee di Search Engine Land spiega che nel primo caso si tratta di una questione puramente tecnica mentre per il secondo punto sollevato dalla RIAA ha interpellato direttamente Google, che sostiene "di non aver mai imposto nessun limite alle notifiche che possono inviare i titolari di copyright". Tuttavia esistono alcune barriere per evitare flooding accidentali del sistema, cioè l'invio massiccio di richieste dai programmi automatici usati dai produttori, capaci di spedire migliaia di notifiche per volte. Un dato curioso è che la RIAA non è nemmeno al primo posto fra i partner che inviano più richieste di cancellazione. Prima di lei troviamo Microsoft, NBC, BPI ed Elegant Angel, teoricamente in grado di spedire molte richieste a Google. Difficile trovare il bandolo della matassa: da una parte il noto di motore di ricerca deve soddisfare i bisogni dei proprietari dei diritti d'autore, dall'altro lato non deve scontentare gli utenti che fanno ricerche online. Qual è il giusto compromesso?

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