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L’avvento delle nuove tecnologie e del web 2.0, ha fatto di ognuno di noi un produttore di contenuti e oggi anche creare un’app diventa facile come aprire un blog o un profilo su social network. Mumu (Museo Multiverso) è la prima piattaforma digitale, nata per promuovere i beni culturali dell’Emilia Romagna, che permette di creare app, trasformando i contenuti multimediali (foto, audio, video) in prodotti fruibili, in mobilità, da tutti, attraverso un’esperienza conoscitiva diffusa e partecipata. L’idea, partita dall’Istituto dei Beni Culturali presieduto da Angelo Varni, è nata dall’ esigenza di permettere ai gestori di musei, opere d’arte, dimore storiche e a chi si occupa di iniziative di questo tipo, di mettere a disposizione i propri contenuti, promuovendoli al meglio. L’obiettivo di questo progetto è mettere in mano a tutti gli operatori del settore, iscritti a Mumu, alcuni strumenti con i quali possano creare contenuti relativi ai loro contesti particolari e, con un unico click, renderli disponibili a tutti gli appassionati, sotto forma di app, scaricabili dallo store di Apple e presto disponibili anche per Android. La grafica è accattivante e la navigazione semplice e intuitiva. Il progetto Museo Multiverso, che potrebbe costituire una vera rivoluzione tecnologica, è stato ideato e realizzato da Marco Roccetti, professore dell’università di Bologna, insieme a Marco Zanichelli, Cristian Bertuccioli e Andrea Marcomini del dipartimento di informatica dello stesso ateneo e, nei giorni scorsi, è stato presentato a San Josè, in California, capitale mondiale dell’Information Technology, durante il congresso mondiale International Conference on Multimedia and Expo. “L’obiettivo di Mumu”, dichiara il professor Marco Roccetti, uno dei creatori del progetto, “è ricollegare tramite le moderne tecnologie Ict (specialmente quelle delle app) i siti depositari del patrimonio culturale italiano attraverso legami di senso che, organizzando un flusso ininterrotto di contenuti culturali, sociali e artistici, presenti diffusamente nel tessuto culturale, forniscano ai fruitori una rete di significati presentati in maniera innovativa e condivisa”. Sono già stati fatti degli esperimenti pilota che hanno ottenuto riscontri molto positivi. Il primo è stato quello dedicato a Verdi, l’app VersoVerdi, nella quale sono correlati musei e realtà locali che ripercorrono il mondo e la vita del compositore. L’utente viene condotto, come un viaggiatore, dentro l’universo verdiano, fatto di luoghi e musei, seguendo un percorso significativo, completo e innovativo. L’applicazione, inoltre, grazie all’utilizzo del riconoscimento facciale, identifica lo stato d’animo dell’utente e lo indirizza in un percorso in linea con le sue emozioni.Scaricabile gratuitamente, in poco tempo ha ottenuto migliaia di download.

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