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Le nuove frontiere passano per l’agricoltura e uno degli obiettivi della NASA, che recentemente ha aperto un profilo su Instagram, è quello di coltivare verdura a 230 miglia sopra la terra. Stando a quanto riportato dall’astronauta Don Pettit, della stazione spaziale internazionale (ISS), all’interno del suo blog, zucchine e broccoli crescono nello spazio in assenza di gravità. Da tempo governi e società specializzate nella tecnologia spaziale stanno provando a creare ortaggi in ambienti ostili, sviluppando modalità di coltivazione innovative. Per esempio la Mars Society sta tentando di costruire una serra in un angolo dello Utah, alcuni ricercatori dell’università di Gelph in Ontario sono alla ricerca di colture a lungo termine come la soia o l’orzo, e ancora altri scienziati della Purdue University stanno progettando un giardino che può sopravvivere e svilupparsi in verticale in modo da poter essere adattabile in ambienti ostili come lo spazio. Nel blog, l’astronauta fa riferimento al progetto VEGGIE (Vegetable Production Syatem) che vede alla sua guida gli scienziati Gioia Massa e Howard Laine. Un progetto che potrebbe risultare fondamentale per la sopravvivenza della nostra specie. La verdura spaziale, infatti, a lungo termine potrà salvarci dal possibile esaurimento di generi alimentari sulla terra, ma anche a breve termine non perde di utilità e potrebbe ridurre i costi di mantenimento degli astronauti in missione, rendendoli autonomi nel reperimento di rifornimenti (la spedizione dalla terra costa in media circa 10mila dollari a libbra). A dicembre verrà avviata, in navicella, la coltivazione di lattuga romana, le cui radici non toccheranno mai il suolo terrestre. Ciò che preoccupa maggiormente gli studiosi, al di là dell’ambiente a gravità zero, sono i microorganismi che possono svilupparsi durante la crescita della pianta e per questo prima di procedere con la somministrazione agli astronauti, queste piantine dovranno superare minuziosi test sulla commestibilità dell’ortaggio.

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