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L’opposizione tra Myspace e Facebook è leggendaria – un po’ come, negli USA, quella tra Coca Cola e Pepsi.  I due grandi rivali nel campo dei social network, però, potrebbero essere superati da una scheggia impazzita. Una scheggia che di social network ne offre 355.000, e dichiara di registrarne quasi 2.000 nuovi al giorno. Qualcuno l’avrà capito, si parla di Ning. Il maggior limite dei social nework tradizionali è la loro generalità. Per quanto si possa personalizzare la propria pagina Myspace, resterà sempre simile a tutte le altre. Per quante applicazioni si possano aggiungere sul proprio Facebook, sarà solo uno tra tanti. E trovare persone con i nostri stessi interessi non sempre è facile: troppe volte le conversazioni si riducono a uno scambio di saluti. Ning consente a tutti di creare il proprio social network, con le proprie regole, la propria politica, i propri interessi. Il regolamento di Myspace ti va stretto? Su Ning puoi creare un network più libero. I gruppi di Facebook non riescono ad aggregare gente? Forse un tuo network ti permetterebbe di farlo meglio. Con Ning non ti limiti più a iscriverti a Facebook, ma puoi creare Facebook. Più Web 2.0 di così! Una delle menti che ci sono dietro è Marc Andreessen, che fu anche tra i papà di Mosaic, il primo grande browser della storia. Ning in cinese significa pace, ma, racconta sul blog la cofondatrice Gina Bianchini, la parola è stata scelta più che altro perché era breve e suonava bene. Creare un network su Ning è davvero semplice. La logica è simile a quella di Myspace: scegli temi, cose che vuoi (un forum? Uno spazio per condividere foto?), nome del network, e sei pronto a partire.  Chiunque voglia potrà iscriversi al tuo network, e in capo a pochi giorni la comunità sarà formata. Ning è online dal 2005 e ha avuto un avvio carico di speranze, ma anche di dubbi: alcuni ne previdero una rapida morte. Con il suo tasso di crescita attuale, però, il futuro sembra roseo. Gli utenti hanno usato Ning per creare social network di qualsiasi tipo: fan di cantanti, appassionati di fotografia, viaggiatori e quant’altri. Insomma, tutto bene? Come al solito, c’è un’altra faccia della medaglia. E’ vero che su Ning ci sono centinaia di migliaia di network, ma alcuni sono fin troppo piccoli: è poco attraente un ‘network’ con tre iscritti. Myspace e Facebook potranno anche essere dispersivi, ma Ning corre il rischio opposto. Il punto è che, se creare un gruppo è davvero facile, attirare iscritti lo è di meno. Perché mai un appassionato di sushi dovrebbe volersi iscrivere al tuo social network sulla cucina giapponese? E come fa a scoprirlo? E poi, come fare ad avviare conversazioni interessanti, che a loro volta attirino l’attenzione di altri utenti? Le difficoltà ci sono. Più in generale, c’è un’altra questione. La generalità è un problema, ma anche un vantaggio, dei social network: ci permette di scoprire cose nuove, di incrociare persone con cui mai avremmo pensato di parlare. Ning senza dubbio ci mette a disposizione un mezzo di comunicazione più definito -  ma, al tempo stesso, più chiuso. In un mondo in cui tutti possono creare il proprio social network, che senso ha dire che i ‘network’ sono ancora ‘social’? Pensate al paradosso: se tutti hanno un social network, chi interviene in quelli degli altri? C’è forse il rischio di chiudersi solo e soltanto sui propri interessi, o addirittura su se stessi. O no? A voi del lab l’ardua sentenza.

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