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Un team di scienziati è riuscito a generare ologrammi partendo dai nanotubi di carbonio. La scoperta, una vera novità nel settore, potrebbe portare a ologrammi molto più definiti e con un campo di visione molto più ampio. Il segreto è lo sfruttamento della straordinaria conduttività e diffusione della luce tipica di questi tubi (composti da diversi strati di atomi di carbonio avvolti in una forma cilindrica) per creare ologrammi ad alta risoluzione. La scoperta è decisamente rivoluzionaria, visto che finora nessuno aveva mai usato un elemento piccolo come i nanotubi (grandi soltanto pochi nanometri) per creare una proiezione olografica statica. "I pixel più piccoli permettono la diffrazione della luce con angoli più ampi, aumentando il campo visivo. Sostanzialmente più piccoli sono i pixel e più alta è la risoluzione dell'ologramma", spiega il Dottor Haider Butt del Centre of Molecular Materials for Photonics and Electronics (CMMPE). I nanotubi usati in questo esperimento sono circa 700 volte più sottili di un capello umano e sono disposti verticalmente su uno strato di silicio. Per il Dottor Butt questo è soltanto l'inizio, visto che questi pixel e le immagini corrispondenti non sono solo ad alta risoluzione, ma anche ultra sensibili ai cambiamenti del materiale e della fonte di luce. "Ora si può sviluppare una nuova classe di sensori olografici ad alta sensibilità, in grado di stabilire la distanza, il movimento, l'inclinazione, la temperatura e la densità di materiali biologici", spiega Butt. "Questi risultati spianano la strada verso l'uso di nanostrutture in grado di produrre ologrammi 3D ad altissima risoluzione e visibilità". Il prossimo passo sarà trovare un'alternativa meno costosa ai nanotubi, che attualmente presentano costi proibitivi. Successivamente bisognerà analizzare l'effetto del movimento sulle proiezioni, visto che attualmente questi pixel atomici possono visualizzare soltanto ologrammi statici. Butt e il suo team di ricercatori ora si concentreranno sulla combinazione di questa tecnologia con i cristalli liquidi. La speranza è che si riescano a creare immagini in movimento e perfino video olografici ad altissima qualità.

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