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Redazione News
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Posti di lavoro, giovani, futuro, digital economy, formazione, professionalità, carriera, nativi digitali. Queste e altre importanti parole chiave sono al centro di una doppia attività lanciata in settimana da Vodafone contemporaneamente in tutto il mondo.

Da una parte il programma internazionale sulle professioni del futuro – fornendo supporto alla carriera e accesso a corsi di formazione – denominato “What will you be?”, che per la sua estensione non ha precedenti in tale ambito essendo rivolto a 10 milioni di giovani in 18 Paesi (Inghilterra, Irlanda, Italia, Spagna, Germania, Grecia, Portogallo, Turchia, Romania, Albania, Ungheria, Egitto, Repubblica Ceca, Kenya, Ghana, Sud Africa, India e Nuova Zelanda).

Dall’altra, la pianificazione di una serie di ulteriori azioni per incrementare il numero di giovani che entrano in azienda per fare un’esperienza diretta in un ambiente di lavoro digitale, arrivando a coinvolgere direttamente 100mila ragazzi e ragazze under 25 in 5 anni in questi Paesi: Germania, Inghilterra, Italia, Spagna, Irlanda, Repubblica Ceca, Ungheria, Olanda, Ungheria, Portogallo, Romania, Grecia, Albania, Malta, India, Turchia, Sud Africa, Egitto, Nuova Zelanda, Qatar, Ghana e nel Gruppo Vodafone. Per Vodafone si tratta del più vasto programma di formazione e sviluppo di giovani dai 14 ai 25 anni dalla nascita dell’azienda, 33 anni fa.

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La ricerca “The State of iGen”

“What will you be?” e i percorsi formativi sopra citati sono stati affiancati dalla ricerca d’opinione internazionale “The State of iGen” (commissionata da Vodafone a YouGov) i cui risultati evidenziano come i giovani tra i 18 e i 24 anni non credano di avere le competenze per far parte della digital economy nonostante siano una generazione di “nativi digitali”.Infographic3-Italia.jpeg

Poco supportati e incerti: i giovani e la digital economy

La ricerca “The State of iGen” è stata condotta su un campione di 6.000 giovani dai 18 ai 24 anni in 15 paesi (Inghilterra, Irlanda, Italia, Spagna, Germania, Grecia, Portogallo, Turchia, Romania, Ungheria, Egitto, Sud Africa, Nuova Zelanda, Repubblica Ceca e India) per conoscere il loro punto di vista sulle aspirazioni e preoccupazioni legate alla loro carriera futura. Tra i risultati emerge che:

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  • più di due terzi (67%) dei giovani intervistati afferma di non aver ricevuto abbastanza o nessun consiglio sulla propria carriera durante il percorso di formazione o dopo aver finito gli studi (69% in Italia);
  • di coloro che hanno ricevuto consigli: solo il 15% pensa che i consigli fossero focalizzati sui lavori digitali del futuro (stessa percentuale in Italia), il 38% è convinto che i consigli fossero ancora legati ai lavori tradizionali (34% in Italia) e il 22% che i consigli fossero “vecchi” (21% in Italia);

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  • più della metà (56%) crede che la più grande sfida della propria generazione sia trovare un lavoro stabile e ben pagato (69% in Italia), percentuale che sale a 64% tra le donne (80% in Italia);
  • più di un quinto (23%) sembra aver perso fiducia e teme di non avere le competenze, anche basiche, per qualsiasi lavoro (21% in Italia).

What will you be.jpgBenessere, posti di lavoro e professionalità

L’Organizzazione Internazionale del lavoro (ILO) stima che più di 200 milioni di giovani sono disoccupati oppure hanno un lavoro ma vivono in stato di povertà. In molti paesi dove Vodafone opera, la disoccupazione giovanile è a livelli record, dal 38% in Italia e 39% in Spagna, al 47% della Grecia e il 53% del Sud Africa. Studi precedenti dimostrano che un periodo prolungato senza lavoro subito dopo aver terminato gli studi può avere un effetto negativo duraturo sulla fiducia e sulla stima in se stessi e sul benessere personale. Paradossalmente, la disoccupazione giovanile sta crescendo mentre le aziende di tutti i tipi e dimensioni fanno fatica a trovare quelle professionalità digitali che sarebbero necessarie per la crescita futura. La Commissione europea stima che circa 500mila lavori digitali all’interno dell’Unione europea rimarranno scoperti entro il 2020.

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Avvicinare i giovani al contesto lavorativo attuale

Nell’ultimo anno, Vodafone ha lavorato a stretto contatto con psicologi, consulenti del lavoro e professionisti della formazione per sviluppare una piattaforma web accessibile da desktop, tablet e smartphone, Future Jobs Finder che offre ai giovani una porta d’accesso a nuove competenze e opportunità di lavoro nella digital economy. La prima parte di Future Jobs Finder consiste in una serie di test psicometrici per identificare attitudini e interessi individuali e collegarli con le categorie di lavoro più appropriate nel mondo della digital economy. Successivamente, l’utente viene indirizzato a una serie di opportunità di lavoro nella località prescelta, incluse opportunità in Vodafone. L’utente può anche accedere a diverse opportunità di formazione in ambito digitale, con molti corsi gratuiti. Infine, gli utenti ricevono un riassunto delle proprie competenze e interessi che possono utilizzare nel proprio cv o per una candidatura di lavoro.

1 Commento
SuperUser

Molto interessante questo sondaggio, rispecchia perfettamente la realtà.

Ci sono giovani che hanno delle potenzialità intellettuali moto adeguate alla tecnologia attuale, apprendimento rapido, coinciso e duraturo nel tempo, come i master in Aziende , studi mirati. Ma purtroppo è una generazione transitoria perchè prima di loro queste tecnologie non c'erano quindi i "vecchi dei lavori passati" danno i consigli in base alle loro esperienze acquisite nel campo ma haimè con tecnologie del passato, o aprono strade che sono già segnate al loro destino creando così uno "sconforto" nelle generazioni giovanili.

Una grande Azienda dovrebbe assumere questi giovani di cultura  e preparati nel campo con esperienze costruite nella società. Allora i pionieri " giovani " potrebbero indirizzare a quelli che verranno dopo di loro la giusta via. Senza escludere quelli un po' datati che a mio avviso sono ottimi collaboratori bisognosi di nuovi corsi per essere al passo con i tempi.

 

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