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“Questo è un momento cardinale che porterà un’ondata di cambiamento, i cui effetti si sentiranno ben oltre il campo dei videogiochi”. A parlare è Steven Spielberg, uno che di cambiamenti se ne intende. E l’oggetto del suo entusiasmo è una strana entità che va sotto il nome di Project Natal. Annunciato da poco, il Project è l’ultimo coniglio che la Microsoft ha estratto dal cilindro – un coniglio che non ha nulla da invidiare a quelli che di solito tira fuori la Apple. L’annuncio del Project è stato accolto con un clamore pari a quello che, in un tempo che già sembra lontanissimo, fu dedicato all’iPhone. Di che si tratta? Partiamo dai videogiochi. Considerati qualche anno fa una forma di intrattenimento per ragazzi (maschi & giovani), hanno conquistato fette crescenti di pubblico, fino a imporsi come un medium autonomo, alla pari di cinema e libri. Un trionfo? Fino a un certo punto. Vittime del loro stesso successo, i videogiochi sono diventati sempre più complessi. Risultato: il mercato è diventato sempre più specialistico, e i cosiddetti ‘giocatori occasionali’ se ne sono allontanati. A rompere per primo questa breccia è stata la Nintendo con il Wii, una consolle pensata per essere utilizzabile da tutti. I giochi per Wii sono semplici e immediati – soprattutto, la Nintendo ha introdotto un modo rivoluzionario di giocare: il giocatore, tenendo in mano i controller, esegue dei movimenti che poi si riflettono sullo schermo. Più immediato di così non c’è niente. O meglio, non c’era. Il Project Natal si propone di portare la Xbox 360, la consolle di Microsoft, molto oltre i lidi del Wii. L’obiettivo sembra da fantascienza: giocare senza il bisogno di nessun controller. Il giocatore si mette semplicemente davanti al televisore e si muove, come se le cose sullo schermo stessero accadendo sul serio. Per un gioco di skateboard muoverà fianchi e braccia come su un vero skateboard, per un picchiaduro, beh, dovrà picchiare duro. Questo è reso possibile da un complesso sistema di riconoscimento video e audio: il giocatore viene ‘registrato’ e poi riconosciuto dalla macchina, che ne rileva i movimenti in tempo reale utilizzando dei punti di riferimento selezionati su tutto il corpo. Il Project Natal prevede anche il riconoscimento vocale: il giocatore può dare ordini alla macchina, e addirittura conversare con la sua intelligenza artificiale, semplicemente parlando. La tecnologia che c’è dietro è Israeliana, ma l’operazione di lancio, e la concezione del tutto, è tanto Americana che di più non si può. Non che il Project Natal abbia attirato soltanto ovazioni. Innanzitutto, giocare con l’intero corpo sarà anche divertente, ma stanca. La soddisfazione di sdraiarsi sul divano e sconfiggere alieni a suon di bottoni difficilmente potrà essere sorpassata: il Project forse si affiancherà ai giochi tradizionali, ma è difficile che li soppianti. Poi, bisogna vedere quanto bene la tecnologia funzionerà sul serio. Senza contare che serve un salotto spazioso, per saltellarci dentro a suon di musiche elettroniche. Non è chiaro neanche quando sarà lanciato sul mercato: dopo il 2010, dicono alcuni. Pur con questi dubbi, il Project resta una faccenda ambiziosa. Magari tra un paio d’anni passeremo le nostre serate a dimenarci davanti a uno schermo. Divertente. O spaventoso. Chi lo sa.

2 Commenti
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In molti lo stanno aspettando, è sostanzialmente una rivoluzione. Vediamo se nel frattempo la Nintendo riuscirà di nuovo ad anticipare tutti come ha già fatto qualche anno fa con la Wii... smiley wink
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Si dice che abbiano qualcosa in cantiere - come la Play, del resto. Ma un lancio di alto profilo come quello del Natal, se non altro sotto l'aspetto del marketing, è difficile da raggiungere... comunque io resto un wii-addicted, al momento.
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