Menu Toggle

Vodafone Community

Archivio News

New Entry
57
0

Può una persona sola, in un singolo anno, pubblicare 1.518 post su Facebook, inviare 3.702 SMS, scattare 4.845 foto, twittare 11.541 volte e spedire 59.409 email? Sì, se si chiama Baratunde Thurston, saggista e Ceo di Cultivated Wit che, dopo un 2012 a questi livelli ha capito di avere un problema e ha preso una drastica quanto necessaria decisione: disintossicarsi disconnettendosi completamente per 25 giorni. Thurston è solo un esempio del diffondersi di una dipendenza, considerata ormai patologica quanto il gioco d’azzardo o lo shopping compulsivo, quella da internet – che prende il nome clinico di I.A.D. (Internet Addiction Disorder). L’uso eccessivo o inadeguato della rete sta raggiungendo, in un numero crescente di individui, la forma della patologia che si manifesta con una sintomatologia simile a quella osservabile in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive. Le ultime pubblicazioni internazionali sull’argomento hanno messo in luce che l’utilizzo della Rete può indurre dipendenza psicologica e danni psichici e funzionali per il soggetto, fino a manifestarsi appunto sottoforma di disturbo ossessivo-compulsivo. Solo a Roma, presso l’ambulatorio speciale del Policlinico Gemelli dedicato a questo problema, sono stati accolti ben 600 casi dal 2009. Benché non ci sia ancora un parere unanime a livello scientifico sulla necessità di classificare questo tipo di dipendenza come vera e propria sindrome, gli effetti negativi che un abuso di internet – e sottolineiamo il concetto di abuso, diverso e distante da un utilizzo corretto e nella norma – sono innegabili e comprovati. Questi vanno dai più intuitivi, ad esempio il fatto che dedicando un numero crescente di ore alla realtà virtuale si perde tempo e contatto con quella concreta, a quelli più profondi come la diminuzione di concentrazione e attenzione, la possibile irregolarità del ciclo sonno-veglia, la stanchezza agli occhi etc. Da Baratunde Thurston allora possiamo recuperare i consigli chiave per seguire il suo esempio e sottoporci, in caso di necessità, a una vera e propria disintossicazione digitale. Innanzitutto è di aiuto programmare una vacanza. Questo infatti può risultare un buon modo di tenersi occupati in attività diverse dal solito, prendendosi una pausa e aiutandosi a rimanere lontani dal web. Avvisare tutti è altresì importante. Per staccare bisogna fare in modo di essere tranquilli, quindi di sapere che a lavoro, per esempio, tutto andrà bene. I colleghi andrebbero avvisati almeno un mese prima di staccare, per far in modo che sappiano che non sarete raggiungibili da mail e messaggi. Per davvero. Amici e parenti - quelli almeno con i quali comunicate in modo frequente - vi basterà avvisarli qualche giorno prima della vostra "prematura scomparsa" dai social e dal web. Un ultimo messaggio di impatto, prima di staccare del tutto, rafforzerà ulteriormente il concetto: "Ho lasciato internet". E non dimenticate di impostare sulla casella mail un messaggio di risposta automatica altrettanto incisivo e chiaro. Per essere certi del successo della cura poi, ricordarsi di spegnere la sincronizzazione automatica di mail, notifiche etc sullo smartphone. Fatto questo, è il caso comunque di stabilire delle eccezioni d'emergenza. Non ci si può rendere del tutto irraggiungibili. Scegliere una persona di fiducia che possa monitorare i nostri messaggi e contattarci solo in casi di reale emergenza precedentemente concordati può essere una buona soluzione. Ora siamo pronti per il distacco. Dopo i primi giorni di crisi, chissà che poi gli effetti positivi non siano tali da voler prolungare la somministrazione a tempo indeterminato...

Mostra altro
4g arrow-right main_icn_Chevron_down main_icn_Chevron_left main_icn_Chevron_right main_icn_Chevron_up main_icn_Close google-plus-thin main_icn_Menu social-facebook social-google-plus social-linkedin social-twitter social-youtube main_icn_Community_or_Foundation