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Demi è una ragazza di Dallas che oggi ha quasi vent’anni. Ha una pagina Facebook e un account Twitter e molti friend e follower. È abbastanza famosa dalle sue parti per sentirsi amata e riceve parecchi apprezzamenti sui social network per quello che fa e per come si pone con gli altri. Eppure è bastato che qualcuno scrivesse online che è grassa per farla crollare. Sì, certo, lei già si sentiva non proprio come le altre che stanno nel suo ambiente e che sono tutte  molto molto magre; eppure è una ragazza che potremmo definire normale nella corporatura e di quelle che i ragazzi considerano più che “carina”. Da adolescente ha avuto problemi di bullismo a scuola che l’hanno costretta a un’educazione a casa gestita dai genitori. Ma adesso ha vent’anni e ha superato la cosa. Eppure recentemente ha ammesso che il fatto di soffrire di disordini alimentari e di auto infliggersi ferite – le foto delle sue braccia con tagli sono comparse online – è dipeso molto dal fatto che delle persone hanno scritto di lei online: “Questa ragazza sembra orribile, lei sembra grassa”. Demi Lovato è una giovane cantante e attrice che sta raccontando su MTV la sua storia in “Dami Lovato: Stay Strong” e si è fatta portavoce nei social network di una campagna contro ogni tipo di bullissmo, anche cyber. Ha scritto in una serie di tweet molto re-tweettati dalla sua legione di fan (oltre 6 milioni per l’account @ddlovato): Demetria, Lovato (@ddlovato) “Mi hanno veramente sorpresa le cose odiose che la gente dice su internet .. Dopo tutta la consapevolezza sul cyber-bullismo ... Voglio dire wow. È così triste.”  Tweet Demetria, Lovato (@ddlovato) “Prego per tutte le persone del mondo che pensano sia giusto prendere in giro le persone su Internet, perché se sei una di quelle persone…” March 12 2012, 4:56 am. Tweet Demetria, Lovato (@ddlovato) “Deve esserti capitato  qualcosa di veramente terribile nella tua infanzia o sei davvero malato nella testa. Devi andare aff*** se sei nato senza un cuore”. Tweet Il linguaggio diretto e le parole scritte da una persona che è stata vittima del cyberbullismo creano un racconto della necessità di fornire soprattutto un sostegno emotivo a chi si sente vittima. In questo senso le iniziative che provengono da un gruppo di pari, adolescenti e giovani ad esempio, è più utile talvolta di campagne di sensibilizzazione create per gli adulti. È per questo che vale la pena di prendersi 4 minuti di tempo per far vedere ai nostri figli un video prodotto da ragazzi come loro che hanno avuto esperienze di bullismo, di molestie e si sono sentite vittime di ingiustizia da parte di compagni di classe, di conoscenti o di sconosciuti online e offline. Ragazzi che con questo video hanno alzato la testa e hanno deciso di raccontare per immagini cosa si prova.

gboccia è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo
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