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Redazione News
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Le bugie hanno le gambe corte e, sui social media, addirittura cortissime. Se abbiamo qualcosa da nascondere, infatti, a causa di selfie, foto di gruppo e tag è molto più facile venire "pizzicati". E con l'arrivo dell'estate il tema è ancora più scottante... A sottolinearlo anche una ricerca sul tema privacy condotta dalla Doxa per conto di Kaspersky Lab: i risultati evidenziano che ben il 37% dei giovani (18-24 anni) è stato scoperto almeno una volta dove "non doveva" essere, contro un 10% della fascia 55-64 anni e per una media del campione del 17%. "Con l’estate alle porte siamo tutti pronti a fotografare, a farci fotografare e a dire al mondo dove siamo. Ma siamo sicuri di dirlo alle persone giuste? Nell’era dei social media non è sempre così", spiegano i promotori della ricerca. I quali aggiungono che il 36% degli italiani fa attenzione a non comparire nei selfie di amici e parenti, magari perché non ama essere fotografato oppure semplicemente perché preferisce non comparire, mentre il 49% verifica di non riprendere altre persone mentre se li fa. Il 33% invece non presta attenzione a queste cose, cioè né a comparire nei selfie di altri utenti né a verificare chi ha inserito a sua insaputa e che finirà in profili di sconosciuti, senza sapere neanche il contesto. Come sappiamo, basta un click o un tap e il gioco è fatto. A volte anche quando riceviamo la notifica del tag, non sempre verifichiamo. A tal proposito il 53% degli intervistati ha risposto di controllare sempre le foto in cui è stato taggato, il 35% di farlo a volte, mentre il 12% di non farlo mai, rimanendo all’oscuro di un potenziale momento di notorietà. I più interessati a verificare si sono rivelati i più giovani del campione preso in esame, gli appartenenti cioè alla fascia d’età 18-24 dove, tra chi controlla sempre e almeno a volte, è stato raggiunto il 96%, fanalino di coda la fascia dai 55 ai 64 anni con un 81%. Tra donne e uomini controllano di più le donne: 91% rispetto all’85%. Le conseguenze non vanno sottovalutate e, infatti, oltre ai dati sulle "scappatelle" e "bugie" evidenziati all'inizio di questo articolo, ben il 20% degli intervistati ha raccontato di aver litigato a causa di una foto taggata sui social e il 13% anche più di una volta. Anche qui i più litigiosi sono i più giovani, visto che la fascia 18-24 ha raggiunto il 36% e questa volta in vantaggio sono gli uomini con un 21% che di poco supera il 18% delle donne. Ma visti i rischi - si domandano ancora i promotori della ricerca - chi è disposto ad andare in vacanza senza cellulare? La risposta è netta: ben pochi. Il 58% non riuscirebbe mai e poi mai ad andare in vacanza senza, sia per fini pratici, di lavoro o affettivi. Un 19% ha invece risposto che ce la potrebbe fare ma che la vivrebbe come una grande rinuncia, mentre solo il 22% lo farebbe volentieri. Stupisce che siano gli utenti più maturi a non poterne fare a meno: nella fascia 55-64 ben il 70% ha affermato che non intende rinunciare mentre nella fascia 18-24 scendiamo al 52%. Come distribuzione geografica i più dipendenti da questi dispositivi sono risultati essere gli abitanti del centro sud con un 62-63% mentre il nord ovest si è fermato a 10 punti in meno con un 53%.

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