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Blu è papà. Uno dei (non moltissimi) papà che si confronta in rete su questo mestiere di tirare su degli esseri umani più che decenti e regala a noi mamme il piacere del punto di vista "dell’altro". Su Style.it, Quando essere padre è una fantasia esatta è il titolo del suo blog all'interno della sezione Dalla parte dei papà.

Quando gli ho chiesto due righe di presentazione lui mi ha risposto Ecco appunto, Vale butta giù due righe tu senza pensarci che è meglioe mentre (appunto) pensavo a cosa scrivere di lui ho deciso che il suo profilo nel blog basta, perché è criptico e acuto allo stesso tempo, esattamente com’è lui.

Ecco qui le sue risposte alla mia intervista

I tuoi figli sono già in rete? E se sì, con cosa?

Sono già in rete col cervello. Anche se non hanno ancora l'età per aprire degli account personali spesso mi accompagnano nella navigazione sul web. La più grande (8-10) conosce ormai perfettamente la logica dei social network, distinguendo cioè quelli basati sui contenuti, come Twitter, da quelli più relazionali, come Facebook. Il più piccolo (3-4) usa trasversalmente i miei device (iPhone e iPad), molto spesso insegnandomi qualcosa. Per esempio hackera applicazioni che vorrebbero essere utilities ma che lui interpreta visivamente come giochi.  Mi sa che ha ragione lui. Se poi gli si apre un pop-up di testo che chiede il da farsi non fa una piega e schiaccia. Solo quelle veramente molto intuitive sopravvivono, considerato che non sa leggere.

C'è qualcosa che ti spaventa o ti preoccupa a proposito di tua figlia quando dialogherà online?

Ogni forma di dialogo mi tranquillizza. Sia io che lei abbiamo velocemente interiorizzato che non esistono pericoli online e pericoli offline: c'è un mondo là fuori, pieno di cose interessanti da scoprire. Certo, alcune sono insidiose: sta a noi comprenderle, con buona approssimazione. La paura ammala e sempre crea più danni di quelli che vorrebbe evitare. Le uniche risorse che abbiamo sono la parola, l'intelligenza e il senso critico: voglio affidarmi completamente. E fidarmi dei miei figli. Condividendo esperienze, perplessità, paradossi (e qualche scapaccione, magari...).

Limiti o disciplini il tempo che i tuoi figli passano su un dispositivo (pc, Nintendo, cellulare)?

Le regole sono sempre le stesse, assolutamente trasversali ai device: il tempo per film, cartoni, videogiochi è quanto basta per evitare l'ozio distruttivo. Tendo a evitare il consumo passivo ma devo dire che soprattutto il piccolo non va mai in apnea nell'esporsi a un contenuto: fa domande, associazioni mentali e visive e quando il contenuto è scadente si annoia e diverte lo sguardo. È il miglior intrattenitore di se stesso (invidia!). La grande sta otto ore al giorno ad ascoltare le maestre, i nonni, il buonsenso... Secondo te dovrei preoccuparmi dei videogiochi? Non vedo l'ora che cresca ancora un po' per vedere insiemei Tenenbaum.

Le relazioni “virtuali” non sono vere e sincere perché non vedi gli occhi, i gesti e le espressioni di chi parla, e quindi non puoi fidarti. Questa è un’osservazione che affiora spesso nelle conversazioni tra genitori e figli (e non solo) quando si parla di conversazioni online. Tu cosa pensi?

È un'osservazione che affiora quasi sempre in persone che non conoscono la rete, il vivere in rete. È una barriera naturale contro ciò che non si capisce, il cui unico antidoto è saper leggere dentro le cose (l'intelligenza, mi dicono). Io ribalterei il punto di vista: le relazioni mediate danno un'enorme potere all'immaginazione. È un po' come se potessimo leggere e immergerci nella letteratura, nelle fiabe, insieme agli altri, in tempo reale. Velocità e intensità, possibilmente qualità. Poter contare su questo tipo di complicità nel rapporto coi propri figli significa siglare un'alleanza pressoché eterna con la loro fantasia. Questo comporta anche dei rischi? Sì, certamente: dover gestire situazioni a rischio è implicito in ogni educazione. Mentre la noia della razionalità, del malinteso senso di sicurezza e di controllo, più che un rischio è una certezza.

Nella tua vita di papà c’è un episodio o un’esperienza che credi ti abbia rivelato o insegnato qualcosa che potrebbe essere utile ad altri genitori alle prese con figli che navigano in rete?

Ho imparato a non dare niente per scontato. E non di rado quando osservo i miei figli alle prese con web, applicazioni e tecnologie varie sono più le cose che imparo da loro che non quelle che potrei insegnare.

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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