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Secondo Symantec, il livello di spam - cioè il numero di odiose e-mail indesiderate - è sceso nell'ultimo mese al livello minimo da tre anni a questa parte, toccando la comunque enorme percentuale del 70,5%. Che sia un magico, non previsto, effetto del destino? Probabilmente no. La causa è da ricercare nelle azioni che hanno portato alla chiusura di importanti centri di spam, ma anche, se non soprattutto, a un cambio globale di abitudini legate alla messaggistica. Non c'è dubbio, infatti, che lo spegnimento, avvenuto a marzo, di Rustock (un botnet responsabile, da solo, di 30 milioni di messaggi spam al giorno) sia stato un colpo importante. Così come quello di due altri importanti botnet, Coreflood e Kelihos, spenti nel corso dell'anno. Ma in parte lo spam via e-mail sta diminuendo semplicemente perché gli spammer preferiscono puntare maggiormente sui più renumerativi social media. Insomma, quella che è senza dubbio una buona notizia può essere letta anche come un segnale del passaggio di moda di un ormai storico strumento di comunicazione: anche in tema di messaggistica, il futuro sembra essere dei social network. Tornando alle e-mail e allo spam in generale, ecco qualche interessante statistica ricavata dalle analisi di Symantec. Il più grande botnet oggi attivo è Grum, responsabile di circa il 25% dello spam totale. Gli Stati Uniti sono il Paese più prolifico, con ben il 28% dello spam totale generato su suolo americano, seguiti dall'india con il 9% e dalla Russia con il 5,7%. A un soffio dal podio, Brasile (4,3%) e Cina (4%). Gli argomenti più gettonati? Farmaci, gioielli - orologi in particolare - e, naturalmente, sesso.

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