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Redazione News
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Numeri tutti positivi sul fenomeno startup tecnologiche in Italia - quelli emersi oggi durante il convegno “Open Digital Innovation: imprese e startup insieme per ridisegnare il futuro” svoltosi a Milano - ed elaborati dall’Osservatorio Startup Hi-tech promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Italia Startup. Crescono infatti fatturato (247 milioni di euro nel 2015, +34%), numero di dipendenti assunti (2.420 unità, +55%) ed investimenti (in capitale Equity di startup hi-tech in Italia) pari a 182 milioni di euro (+24%) e che arrivano a 217 milioni se si considerano investimenti da parte di soggetti internazionali. Delle startup comprese in questa elaborazione il 75% appartiene al comparto Digital, il 17% al Life Science e Biotech e il 7% al Cleantech & Energy e a seguire emergono anche attività legate ai settori più tradizionali del “made in Italy” - rivisitati in chiave hi-tech e Digitale - come il Foodtech, il Winetech, il Fashion e il Tessile avanzato e il Turismo digitale. Il Nord Italia continua a rappresentare il centro nevralgico dell’ecosistema, sia in termini di finanziamenti ricevuti (58%) sia di numerosità di startup finanziate (65%). Antonio Ghezzi, Direttore dell’Osservatorio Startup Hi-tech del Politecnico di Milano, sottolinea come “nonostante l’aumento riscontrato quest’anno, in Italia i Venture Capital investono ancora solamente 1/7 di quanto fanno le controparti tedesche e circa 1/6 di quanto finanziato da parte dei VC in Francia, mentre viene superato di pochi milioni di Euro il valore degli investimenti domestici dei VC spagnoli. La dimensione del mondo VC negli Stati Uniti rimane un “outlier” di difficile e rischiosa comparabilità rispetto al nostro mercato degli investimenti. Fa tuttavia ben sperare il potenziale ancora inespresso da molti fondi con disponibilità di investimento nel breve-medio periodo, che potrà costituire la linfa vitale per sostenere lo sviluppo nei comparti hi-tech”. “Il ritardo rispetto a sistemi industriali analoghi al nostro, quali appunto Francia e Germania, rimane consistente - aggiunge Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup - ma il recupero è possibile”.

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