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Il mondo dei tablet e dei dispositivi "touch" è stato finora precluso ai non-vedenti: le tastiere virtuali, prive di riferimenti tattili, sono infatti ovviamente inutilizzabili da questa categoria di utenti. Uno studente di Stanford, Adam Duran, ha però trovato il modo di cambiare le cose. Incaricato inizialmente di sviluppare un programma capace di convertire pagine Braille in testo leggibile attraverso la fotocamere di un dispositivo mobile - telefono o tablet - Adam è andato ben oltre, sviluppando una scrivente Braille touchscreen per tablet. La bellezza della "virtual Braille keyboard" - così si chiama - sta nella sua semplicità e nel modo creativo di trasformare il problema in soluzione: i non vedenti non possono trovare i tasti sulle tastiere touch? Basta fare in modo che i tasti siano ovunque! Il principio di funzionamento è, in effetti, proprio questo. Quando il dispositivo riconosce 8 dita sulla tastiera, materializza 8 pulsanti virtuali sotto alle dita con le funzioni di una classica scrivente Braille (6 pulsanti per creare i caratteri, invio e backspace). In qualunque momento l'utente può "reimpostare" la tastiera semplicemente sollevando e riappoggiando le mani in un punto qualunque del display touchscreen. Nel corso di una dimostrazione pubblica, Adam ha scritto attraverso questa interfaccia un indirizzo e-mail, una formula matematica piuttosto complessa (si trattava di un'equazione differenziale, quindi simboli inconsueti e frazioni) e perfino una formula chimica, dimostrando la versatilità dello strumento. La virtual Braille keyboard è stata eletta migliore applicazione Android dell'anno.

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