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Dalla redazione di Venezia: Nicolò Groja Siamo andati per voi nel team base di Luna Rossa. Entrare nella casa mobile di una delle squadre più amate del mondo della vela è come entrare in un tempio dello sport. Questo campo base, pensato per essere facilmente smontabile e trasportabile da un luogo all’altro, è composto da cinque container che in viaggio raccolgono tutto il materiale necessario alle gare (catamarani compresi), e che una volta a terra vengono riconvertiti in magazzini, officine, spogliatoi, uffici e cucina. Siamo lontani dalla sfarzosità dei paddock milionari della Formula 1, qui l’importante è che tutto sia comodo e funzionale. Ad accoglierci nel sancta sanctorum è Andrea Casimirri (nella foto), responsabile della vela di Piranha, uno dei due catamarani AC45 del team italiano. Quest'ala, a cui Casimirri sta lavorando proprio davanti a noi assieme ad alcuni suoi colleghi, è una vela lunga venti metri (ampliabile fino a 24 metri grazie a delle cosiddette “wing extensions”) formata da un main element frontale in carbonio solido e tre flap a sandwich, ovvero composti da parti esterne in carbonio e una interna di schiuma. “Gli elementi in tela ancora in uso - ci dice l’ex attrezzista di Oracle - sono ormai pochissimi. Le varie componenti sono tenute assieme da un film termorestringente che riempie le fessure tra le parti non strutturali, e il tutto è ricoperto da una pellicola in vinile che garantisce all’ala resistenza e flessibilità”. Sembra quasi impossibile, vedendola distesa in tutta la sua interezza, che quella vela rigida possa poi essere smontata e riposta, assieme a tutta l’imbarcazione, in un piccolo container, pronta per partire verso un’altra tappa delle World Series.

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