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L'Unione Europea sta pensando di approvare una nuova legge che inasprisca le pene per i reati informatici. Il Civil Liberties Committee del Parlamento Europeo ha approvato una bozza che prevede il reato penale per gli attacchi informatici. "Abbiamo a che fare qui con gravi attacchi criminali, alcuni dei quali sono anche condotti da organizzazioni criminali. I danni patrimoniali causati ad aziende, utenti privati ​​e strutture pubbliche ammontano a diversi miliardi ogni anno - ha dichiarato il relatore Monika Hohlmeier del PPE - Nessuna casa automobilistica può inviare una macchina senza la cintura di sicurezza nelle strade. E se questo accade, la società è ritenuta responsabile per eventuali danni. Queste regole devono essere applicate anche al mondo virtuale". E per reati informatici si parla di ogni genere di abuso: dal possesso alla distribuzione di software di hacking, alle responsabilità dirette delle imprese colluse con lo spionaggio industriale. Insomma, ogni accesso illegale, interferenza nelle attività informatiche o sottrazione di dati verrà sanzionata. I casi meno gravi avranno una pena massima di 2 anni di reclusione, quelli che riguarderanno botnet e ingenti danni economici (o informatici) potranno essere puniti fino a un massimo di 5 anni di reclusione. L'IP spoofing per generare attacchi prevederà massimo tre anni. Ovviamente tutti gli attacchi informatici senza danni sostanziali non verranno puniti.  Entro l'estate il Parlamento UE e il Consiglio UE dovrebbero essere in grado di trovare un accordo di sintesi per la nuova legge.

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