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Come ogni anno il Natale è arrivato e come ogni anno i mille preparativi, le corse folli tra negozi e supermercati e le ore ai fornelli per allestire banchetti in grado di sostenere l’arrivo di parenti e amici hanno portato i loro frutti. Quello che rimane oggi sono pacchetti scartati, avanzi in abbondanza e una sensazione di sazietà che siamo destinati con ogni probabilità a portarci addosso ancora per parecchi giorni. Per quasi tutte le famiglie, la mia compresa, il Natale è uno dei pochi momenti dell’anno in cui è possibile riunirsi. I nonni rimasti al Sud, i genitori trasferitisi per lavoro al centro, i figli (la mia generazione, l’ultima) emigrati al Nord per studio e lavoro: così quello che durante l’anno si stenta a fare per mille ragioni – soldi, stanchezza, pigrizia – si fa intorno al 22 di dicembre. Si sale sul treno, direzione casa d’origine, pronti a trascorrere alcuni giorni giocando a carte, guardando film natalizi e, principalmente, mangiando. Ma per la mia famiglia, come anche qui per molte altre, non è possibile riunirsi tutti. Ci sono sempre parenti sparsi per altre città d’Italia  o all’estero. E così succede che la tecnologia acquisti un ruolo centrale e aiuti a non perdersi. Una parte della mia famiglia vive ad Atene. Zii, cugini, e ora un nipotino. Accade così che il desiderio di vedersi, porti anche le “vecchie” generazioni ad adeguarsi a tutto quello che il web offre. Da me ha iniziato mia zia: profilo Facebook e msn, inclusa webcam e microfono. Un po’ di perseveranza da parte sua e anche i miei sono stati convinti e introdotti alla rete. È stato così che dalle telefonate, brevi per necessità economiche e distanti a causa delle caratteristiche del mezzo, siamo passati ad un tratto alla chat e alle videochiamate. Negli ultimi anni il Natale ha riacquistato così le tradizioni di una volta. 25 dicembre, ore 12.00 (13.00 in Grecia): trilla la chat, è mia zia che chiama. Ci siamo tutti davanti alla webcam, in Italia e in Grecia. Anche l'ultimo arrivato della famiglia, del quale, grazie a Internet, non perdiamo i momenti più belli. Gli abiti della festa addosso, le espressioni gioiose, gli addobbi come sfondo e, in sottofondo, di nuovo tutti insieme come una volta - anche se con parecchi km di distanza – il nostro classico di Natale, “White Christmas” di Bing Crosby. Virtualmente, ma vicini. Buone feste!

 
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