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Abbiamo raccontato della perplessità diffusa – vogliamo chiamarlo pregiudizio? – circa l’uso di Internet e dei social network in classe e abbiamo visto come esistano modi anche avanzati per apprendere nel contesto scolastico. E sappiamo di come Google, con la sua semplicità nel fare ricerca, unitamente all’operazione di copia/incolla di word, sia uno dei principali problemi di elaborati e ricerche a casa. Ma proviamo a immaginare Big G a partire da una nuova prospettiva a servizio dell’educazione, a partire dalla novità del social network Google + e facciamolo con gli occhi di chi si occupa dei processi educativi, come ha fatto Audrey Watters parlandone con gli educatori riuniti a convegno a Philadelphia per l’International Society for Technology in Education. Un primo aspetto da affrontare ha a che fare con la realtà delle cerchie sociali attorno alle quali Google+ fa riunire le persone di cui seguiamo i contenuti. Non occorre essere friends dei propri docenti (o, viceversa, dei propri allievi): basta mettere tutti i componenti di una classe in una cerchia sociale e un docente potrà condividere contenuti e discussioni solo con loro, senza inquinare tutto in uno stream dove chiacchiere personali e vissuto scolastico rischiano di mischiarsi. Lo stesso dicasi per specifici progetti che possono essere identificati con una cerchia specifica: “laboratorio di scienze”, “ricerca sull’Unità d’Italia” e così via. Le cerchie non sono gruppi ma solo un modo di gestire le relazioni sociali organizzandole. Un secondo aspetto che troviamo nel nuovo social network è quello della video conferenza di gruppo “Apri un videoritrovo” che permette di sperimentare le forme dell’apprendimento blended (misto di online e offline) in modi interessanti. Per non parlare del supporto chat che consente la chat di cerchia, quindi a gruppi di lavoro specifici di essere in connessione remota. Se poi pensiamo a come il mondo di Big G abbia risorse utili per il lavoro collaborativo come Google Docs… Un altro punto di forza che gli educatori sottolineano è relativo alla sezione “Spunti” (Sparks) che consiste in contenuti significativi, in tempo reale, organizzati in sezioni (e le sezioni oltre a quelle previste possono essere create dagli utenti). Sfruttano il motore di ricerca di Google e la possibilità di riceverli sul proprio profilo con la possibilità di condividerli con una cerchia. Utili per progetti di ricerca anche collettivi passando da Google e non fermandosi al copia/incolla. Non sono tutte rose e fiori, ovviamente, e per alcuni problemi aperti rimando al post Google Plus: Is This the Social Tool Schools Have Been Waiting For? Resta un problema di fondo, ovviamente: la disponibilità di connessione e tecnologie in classe e la voglia-stimolo da parte degli educatori di sperimentare il mutamento. gboccia è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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