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Vi è mai capitato di avere problemi con la connessione internet a casa o al lavoro? Di  ritrovarvi nella tragica e annichilente situazione di non poter controllare la vostra casella e-mail, non poter accedere al vostro profilo Facebook, non poter cercare su Wikipedia  il significato di quella parola incomprensibile che avete appena sentito o di non sapere come raggiungere quella via, perché non potete rintracciare il percorso più veloce sul web? Be’: se avete vissuto almeno una volta qualcosa di simile, conoscerete di certo la sensazione di panico e paralisi che colpisce l'internauta nel momento in cui il suo dispositivo non risponde. E chi (sono pochissimi), con un'immensa forza di volontà, riesce a mantenere  un barlume di lucidità in queste situazioni di crisi, si trova quantomeno a riflettere su un semplice fatto: un servizio che fino a dieci anni fa a mala pena esisteva, oggi è un’assoluta e primaria necessità. Cose che un tempo l'uomo comune avrebbe banalmente fatto con una telefonata, una penna, un dizionario o una cartina stradale, oggi sono impossibili se la connessione cade. A questo punto è facile intuire che ciò che accade nel piccolo della nostra abitazione, della nostra scuola, del nostro ufficio può raggiungere livelli di amplificazione raccapriccianti, se si pensa in grande: Ministeri, Amministrazioni, servizi di sicurezza, comunicazioni internazionali e via così, a salire. Proprio per questo l'Unione Europea si è attrezzata e ha dato il via alla prima simulazione paneuropea di attacco cyberterroristico. Ventisette Paesi dell'UE, coordinati dalla European Network Security Agency (ENISA) e dal Centro comune di ricerca (Ccr), hanno organizzato “Cyber Europe 2010”, un' esercitazione su ampia scala per testare le capacità di risposta europea a un cyberattacco. La simulazione si basa su uno scenario degno dei migliori disaster movie hollywoodiani, anche se decisamente realistico.  Per l’azione di hacker di Paesi nemici, la connettività internet tra i Paesi europei viene progressivamente interrotta – o fortemente ridotta – fino a giungere a una situazione in cui cittadini, imprese e istituzioni pubbliche hanno difficoltà ad accedere ai servizi online essenziali. Gli esperti devono rispondere all'offensiva per salvare il salvabile e ristabilire l'ordine. A questo primo test ne seguiranno altri sempre più rivolti al coordinamento internazionale, nell'ottica di una preparazione alle emergenze in ambito di sicurezza informatica – in ottemperanza al programma di azioni previste dall'Agenda digitale europea, per rafforzare la fiducia nei servizi online e nella loro sicurezza. Niente paura, quindi, utenti web: c'è chi sta lavorando per farvi restare connessi.

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