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Immagina il cielo infinito sopra di te. Stelle luminose a perdita d’occhio. E quel cielo ti circonda. Sopra, e sotto, e intorno. E immagina che la Terra sia un pianeta lontano, blu e luminoso. Sei nello spazio, in missione verso la Luna, o in una stazione orbitante. Ma come si vive, senza gravità? Il corpo umano si è evoluto sulla Terra e per la Terra. Trovarsene lontani non è naturale. E quindi nella vita di un astronauta niente è banale, niente prevedibile. Tutto è fatica, ma anche meraviglia. Per esempio: dormire di notte. Non è possibile limitarsi a entrare in un sacco a pelo. Bisogna legare il sacco, altrimenti quello si metterà a fluttuare in giro. Un pericolo sia per se stessi che per i colleghi astronauti. Per dormire in assenza di peso, poi, occorre abitudine: non è solo il corpo esterno a essere in assenza di peso, ma anche gli organi interni, e l’esperienza non è gradevole. Questo è un problema anche in altri momenti della giornata. Al bagno, per esempio: abituare il corpo a compiere le sue funzioni senza gravità è tutto fuorchè semplice. Sullo Space Shuttle ci sono dei WC simili a quelli terrestri, ma per usarli è necessario legarsi ad essi. Per scaricare, questi WC usano aria, non acqua – in assenza di gravità, è necessario indirizzare gli scarti su strade precise. E per mangiare? La storia del cibo da astronauti non è precisamente una storia da gourmet. Le diete degli astronauti vengono calibrate con attenzione, ma hanno dei limiti. Per esempio, nello spazio ci sono forni ma non frigoriferi, quindi le riserve di latte fresco sono fuori discussione. E sale e pepe sono consentiti solo in uno strano stato liquido. Impossibile usare i granelli: volerebbero dappertutto, mettendo in serio rischio l’intera missione. E devastare un’intera stazione orbitante per farsi un hamburger non sembra a nessuno un’idea brillante. Quanto al cibo vero e proprio, spesso viene trattato per evitare che vada a male, e si fa grande uso di cibi deidratati. Ma la cosa più importante è il packaging: ogni razione è accuratamente impacchettata in modo da non lasciare scorie in giro. È lo stesso problema di sale e pepe. Basta un granello fuori posto per mandare a monte una missione, quando quel granello può fluttuare libero dove gli pare. Altrettanto importante è l’esercizio fisico. Sulla Terra, ogni volta che camminiamo o spostiamo un oggetto esercitiamo i nostri muscoli. Nello Spazio la fatica non manca (anche se niente ha un peso, tutto ha una massa, e spostarla richiede lavoro), ma è una fatica molto diversa rispetto a quella terrestre. Le diverse condizioni ambientali, poi, possono rovinare le ossa. Gli astronauti seguono quindi un rigoroso programma quotidiano di allenamento – altrimenti, tornati sulla Terra, non riuscirebbero a muovere neppure un passo. Vita dura, insomma. E cosa c’è di meglio della Realtà Virtuale, per adattarcisi? La NASA fa un grande uso delle tecnologie informatiche, per addestrare gli astronauti. Dal ciberspazio allo Spazio esterno – e non è neanche fantascienza…

2 Commenti
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bello fare l'astronauta....anche perchè il gusto è inibito causa assenza di gravità e quindi i cibi che hanno gli astronauti sono molto più che saporiti!!!!!!da leccarsi i baffi
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ahah non ditelo a chi ha paura di volare Postato tramite l'applicazione per Android del Vodafone Lab
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