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Redazione News
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Logistica, ambiente, edilizia, agricoltura, filmmaking, energia, sicurezza, soccorso, gestione dell’emergenza e tanto altro ancora. Alla quarta edizione di Dronitaly (Milano, Palazzo delle Stelline, 23-24 marzo 2018 ) ha tenuto banco una delle tecnologie tra le più innovative e senza dubbio disruptive di questi ultimi anni: quella dei droni e più in particolare dei droni professionali.

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Dalla sperimentazione 5G Vodafone a Milano al bando “Action for 5G”

Tra le tante realtà presenti è salita in cattedra anche Vodafone. Due gli interventi, a iniziare da quello inserito nella convention di apertura e dal titolo “Milano capitale europea del 5G: la sperimentazione di Vodafone e il bando per startup ‘Action for 5G’ come occasione aperta per la filiera dei droni”. Qui Sabrina Baggioni – 5G Program Lead di Vodafone Italia – e Gianpiero Lops – Special Project Manager di Vodafone Italia – hanno illustrato gli innumerevoli aspetti che danno una concreta risposta alla domanda: “perché un’azienda di telecomunicazioni è presente nel mondo dei droni e a un evento come Dronitaly?”. drone vodafone_1.jpg

5G e robotica mobile: il matrimonio del secolo

Gli scenari legati ai droni – tanto aerei che terrestri – sono in continua espansione e trovano in Vodafone un loro naturale e anche necessario partner tanto in ottica attuale di 4G e 4.5G che, ancor più, in prospettiva 5G. I droni, infatti, hanno innanzitutto bisogno di essere connessi, devono effettuare rilevazioni, devono poter ricevere e inviare dati, catturare immagini e filmati in sempre maggiore risoluzione. Inoltre, in caso di zone dove ad esempio è molto difficoltosa una connessione tradizionale tramite ripetitori terrestri, possono alzarsi in volo e fungere da stazioni mobili temporanee. Oppure, sempre in questa ultima modalità, possono fornire non solo una semplice copertura dove prima non c’era, ma anche dare una sovra-copertura durante un concerto musicale, un evento che attira decine di migliaia di persone e via dicendo. Ancora, in futuro ci sarà la possibilità, per i droni che saranno connessi tramite reti sicure, affidabili e a bassissima latenza come quella 5G, di poterli pilotare da remoto anche senza avere il drone a vista (secondo il concetto di BVLOS, Beyond Visual Line Of Sight).

Anche per questo Luca Mottola, ricercatore di punta del NESLab (Politecnico di Milano), ha lanciato una domanda che ha già intrinseca una risposta positiva: “Quello tra 5G e robotica mobile sarà il matrimonio del secolo?”.

(La sessione dei lavori del mattino è visibile integralmente su Dronitaly Channel. Gli interventi di Sabrina Baggioni, Luca Mottola e Gianpiero Lops a partire dal timing 1:00:27 fino al termine)

La sperimentazione Vodafone del 5G

Sabrina Baggioni ha infine evidenziato il grande progetto che vede Vodafone come capofila della sperimentazione del 5G nell'Area Metropolitana di Milano avviata a fine 2017 (l’80% della copertura sarà fatta entro il 2018, per arrivare a copertura completa entro fine 2019). Accanto a Vodafone, intervenuta con 90 milioni di euro di investimenti, sono impegnati 38 partner ed endorser che stanno sviluppando 41 use cases nei settori Industry 4.0 (12), sanità e benessere (9), education, learning e entertainment (7), sicurezza e sorveglianza (5), mobilità e trasporti (4), smart energy, smart grid e smart city (3) e digital divide (1). Oltre 10 use cases vedono interessati proprio i droni. In questo progetto che fa di Milano la “Gigabit City” più importante d’Europa e non solo, rientra anche il bando Action for 5G, appositamente strutturato per startup e PMI innovative e dove il 5G deve rappresentare l’elemento determinante di discontinuità per la prosecuzione di un progetto già avviato o per la realizzarne/idearne un nuovo. L’investimento di Vodafone è 10 milioni di euro in quattro anni, con la prima call di 2,5 milioni di euro aperta fino al 31 marzo 2018.

(La tavola rotonda del pomeriggio è visibile integralmente su Dronitaly Channel con il contributo di Gianpiero Lops a partire dal timing 10:40 al 40:30)

Verso il futuro: BVLOS, Beyond Visual Line Of Sight

Il secondo momento che ha visto ancora Vodafone presente a Dronitaly è stato quello della tavola rotonda “I droni entrano nei progetti delle grandi aziende: ricerca, applicazioni e sviluppi” con rappresentate anche Cisco, Anas, Huawei, Assorpas e Fiapr. Ogni azienda ha parlato delle proprie esperienze, a iniziare da Anas che ha lanciato i primi bandi per la costruzione di “Green Island” ogni 30 chilometri di autostrada, all’interno delle quali saranno realizzati anche hangar per i droni impiegabili in numerose attività. Al centro dell’attenzione – in tutti gli interventi – è echeggiato il concetto sopracitato di BVLOS, Beyond Visual Line Of Sight. Quindi la possibilità di utilizzare i droni a distanza grazie alla rete mobile. Citando l’esempio di Anas, ogni drone avrà in futuro il compito di monitorare la rete stradale, il traffico, lo stato dell’asfalto e tanto altro ancora per un tratto di 15 chilometri a partire dal suo hangar, con una centrale di controllo posizionata in remoto. E gli esempi si potrebbero moltiplicare all’infinito.copyright_shutterstock_793438492.jpg

Il monitoraggio con i droni su tralicci alti 50 metri

Gianpiero Lops – Special Project Manager di Vodafone Italia – nel suo ampio intervento nella tavola rotonda ha sottolineato la “connessione” di un’azienda telco nel mondo dei droni in particolare su tre aspetti. Innanzitutto in generale i droni per trasmettere in streaming foto e filmati in sempre maggiore definizione dovranno essere necessariamente connessi con una rete veloce mobile (attualmente le informazioni devono essere prima scaricate dal drone e poi ritrasmesse). 
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Secondo, Vodafone già utilizza i droni per monitorare lo stato dei propri ripetitori sottoposti a caldo, freddo, vento: si pensi a tralicci alti anche 50 metri, dove fino a ieri per verificarne periodicamente lo stato era necessario far salire fisicamente dei tecnici. Oggi, invece, si alza in volo il drone, si effettua un meticoloso controllo e si interviene manualmente solo in caso di necessità, risparmiando sia in termini di tempo che di sicurezza.copyright_shutterstock_589395551.jpg

Terzo aspetto: quotidianamente decine di squadre di tecnici Vodafone monitorano il territorio per analizzare i livelli del segnale, la qualità, la banda, le interferenze. Ciò viene fatto muovendosi in auto lungo la rete stradale oppure a piedi nei centri cittadini. Questa attività, però, diventa difficile se non impossibile lungo le coste frastagliate, nelle cale affollate di barche durante l’estate o in altre zone appunto difficilmente raggiungibili a piedi o in auto. Grazie ai droni nessuno spazio sarà precluso al controllo, consentendo così di intervenire laddove necessario. 

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