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WikiLeaks, il sito web noto per aver divulgato documenti segreti dei governi di mezzo mondo, sostiene di essere sotto attacco dall'inizio di agosto. Secondo l'account Twitter ufficiale l'organizzazione è alle prese con un attacco DDoS (Distributed Denial of Service) che ha reso impossibile o molto difficoltoso l'accesso al sito. Gli attacchi DDoS consistono in una grossa quantità di dati inviati al server di un sito, in modo da causarne il crash dei sistemi. In parole povere è come se milioni di persone provassero a collegarsi contemporaneamente ogni pochi secondi, con risultati catastrofici. "L'attacco è ben sopra la soglia dei 10 Gbits al secondo sostenibili dai domini principali di WikiLeaks", si legge in uno dei numerosi tweet pubblicati nei giorni scorsi. "La banda usata è così elevata che è impossibile da filtrare senza hardware specifico, inoltre l'attacco DDoS non si limita all'invio in massa di pacchetti di dati, per cui anche la maggior parte dei filtri hardware non funzionerebbero. La quantità di indirizzi IP usati è enorme. Chiunque sia il responsabile sta controllando migliaia di computer o è in grado di simularne le caratteristiche", spiega l'associazione. Secondo Associated Press il sito di WikiLeaks ha cominciato a essere lento nella navigazione o perfino inaccessibile fin dall'inizio di agosto. Secondo un comunicato del sito web la colpa è di un account Twitter registrato recentemente con il nome Anti Leaks, che ha assunto la paternità degli attacchi. Tuttavia non è stato ancora possibile verificare se  i responsabili siano effettivamente gli uomini di questa fantomatica "contro-organizzazione" e non è chiaro nemmeno chi si nasconda dietro al nome Anti Leaks. Non è la prima volta che un attacco sconvolge i piani del celebre sito web e considerando i numerosi nemici di WikiLeaks sparsi per tutto il mondo è molto difficile provare a indovinare un colpevole. Nel 2010, in seguito a un incremento dei finanziamenti e della pressione politica, WikiLeaks ha ristrutturato le "fondamenta" del sito per aumentare le sue difese elettroniche. Ancora oggi il sito sembra un po' intasato, anche se rimane raggiungibile. "È tutto quello che avete? Continuate ad attaccarci, la nostra pelle diventerà sempre più dura e a prova di DDoS. Siamo pronti a combattere", si legge negli ultimi tweet del sito, che a quanto pare non ha paura di sfidare gli hacker. Chi vincerà la battaglia?

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