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Immaginate di volare. E stavolta senza zaini a razzo (rumorosi, pericolosi e, come diceva Viktor65, piuttosto goffi senza un’elica…). Di volare davvero, in assenza di gravità. Serve andare nello Spazio, giusto? Ma no, invece. Si può fare anche qui. Basta un aereo, un bravo pilota e un po’ di coraggio. E uno stomaco di ferro. Per ora, simulare la mancanza di gravità restando con i piedi a terra è impossibile – siamo lontani dai grandi simulatori dei film di fantascienza. Ma se contro la Fisica non si può andare, i bravi scienziati sanno usarla per i propri scopi. E ingannano la gravità con gli aerei. Il principio che sta dietro ai voli a ‘Zero G’ è davvero molto semplice. L’aereo, un robousto velivolo guidato da piloti espertissimi, dapprima decolla e raggiunge una data altitudine, poi si esibisce in un volo parabolico – una sorta di ‘caduta libera’ controllata. In questo modo gli oggetti e le persone all’interno non perdono ‘realmente’ peso, ma sembrano perderlo, perché il loro peso scende a zero (o quasi) in relazione all’aereo. In sostanza? In sostanza, per qualche minuto, chi è dentro questi aerei galleggia nell’aria, come un vero astronauta. Ma c’è la fregatura: quando l’effetto di assenza di peso finisce, i corpi nell’aereo ripiombano a 2g – vale a dire, pesano due volte quello che peserebbero normalmente. Anche Kate Moss raggiungerebbe gli ottanta chili, tanto per capirci. La NASA chiama questi voli ‘Weightless Wonder’, la ‘Meraviglia senza Peso’ – ma sono ben più noti, tra chi li fa e chi li studia, come ‘Vomit Comet’, nome che non ha bisogno di traduzione. In effetti, ci dicono le nostre fonti, prima di abituarsi al volo è piuttosto facile dare di stomaco – tutti quei su e giù sono infinitamente peggio delle montagne russe. Lo ha ammesso anche Michael Collins, membro dell’equipaggio che per primo raggiunse la luna: questi voli, in cui si passa come yo-yo dall’assenza di peso a un peso raddoppiato, sono difficili anche per gli astronauti esperti. Difficili – ma l’esperienza vale il sacrificio. Non sono solo gli Stati Uniti ad avere le loro, diciamo, meraviglie. Anche l’Ente Spaziale Europeo usa aerei per gli esperimenti senza gravità – facendo partire gli aerei dall’aeroporto di Mérignac, vicino Bordeaux, in Francia. Visto che un volo del genere costa parecchio, di solito durante un’unica missione si trovano a bordo vari team di scienziati che sperimentano cose diverse. Tra le squadre italiane, per esempio, quella dell’Istituto di Termo-Fluido-Dinamica dell’ENEA (l’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) ne ha condotto alcuni molto importanti sul trasferimento del calore – esperimenti che tornano utili per le missioni spaziali, ma anche per la vita di tutti i giorni. E poi c’è il turismo. Per una cifra che si aggira su qualche migliaio di dollari, è possibile ‘comprare’ un volo su una Vomit Comet. Al momento l’acquisto è piuttosto costoso e, considerato che la prima volta è la più spiacevole, non particolarmente conveniente – ma bisogna ammettere che viene un po’ d’invidia per chi se lo può permettere. E voi, prodi labbers? Andreste a volare in ZeroG, o preferite il buon, vecchio Jetpack? L’avrete capito, vi vogliamo portare tra le stelle a tutti i costi – almeno con la fantasia, e non è certo poco. Diteci voi che mezzo preferite!

1 Commento
Non applicabile
Il mio mezzo preferito? La macchina forever! W la mia macchininaaaaa!!!
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