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All’età di 26 anni, è il miliardario più giovane del mondo, sulla sua storia è stato girato uno dei film più importanti dell’anno (The Social Network), ora Mark Zuckerberg è stato anche designato come uomo di questo 2010 dalla rivista Time. La redazione ha scelto per la copertina del primo numero del mese di dicembre Mr Facebook : "Per aver connesso oltre mezzo miliardo di persone e aver tracciato la mappa delle loro relazioni sociali, per aver creato un nuovo sistema di scambio di informazioni e per aver cambiato il modo di vivere le nostre vite". Inoltre, in un articolo scritto da Richard Stengel per spiegare la scelta di Zuckerberg, si legge: “Nato nel 1984, l’anno in cui è uscito il primo computer Macintosh, è sia un prodotto della propria generazione sia un suo architetto. Il social network che ha inventato è ora vicino ai 600 milioni di utenti. In un solo giorno, circa un miliardo di nuovi contenuti vengono pubblicati su Facebook. È il tessuto connettivo di circa un decimo del paese. Facebook è ora il terzo più grande paese al mondo, e di certo ha più informazioni sui propri cittadini di quante ne abbiano i governi. Zuckerberg, uno che ha abbandonato Harvard, ne è il capo di stato in t-shirt.”

In realtà, la scelta dei lettori del news magazine americano era ricaduta su un altro personaggio che sicuramente rimarrà nella storia del 2010: Julian Assange, il fondatore di Wikileaks. La redazione ha deciso diversamente. Sempre tra le motivazioni si legge che: "mentre Assange attacca le grandi istituzioni e i governi attraverso una trasparenza involontaria con l'obiettivo di depotenziarli, Zuckerberg dà la possibilità agli individui di condividere volontariamente informazione con l'idea di dare loro più potere" – affermando come la volontà di Assange di considerare il mondo “pieno di nemici reali o immaginari” differisce dalla visione di Zuckerberg di un mondo: “pieno zeppo di potenziali amici”.

L’incoronamento di Zuckerberg a “person of the year” ma anche la discussione sulla scelta a discapito di Julian Assange ci confermano ancora una volta un fatto: il web non è più il futuro, è il presente in cui viviamo. Il web è il mondo in cui le menti migliori della nostra generazione riescono ad esprimere tutto il loro potenziale, dove un ragazzo di 26 anni riesce a conquistare più fama (e potere) di un governante. Questa è la rete, con i suoi pregi ma anche i suoi difetti. Tocca a noi utilizzarla nel migliore dei modi, mettendo in campo le nostre idee e traendo stimoli positivi.

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