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Vodafone ritorna alla fatturazione a 30 giorni

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Vodafone tornerà a fatturare le proprie offerte a 30 giorni dicendo addio a quella da 28 giorni sempre al centro delle polemiche degli utenti. Una mossa che in qualche modo anticipa le decisioni che nelle prossime settimane dovrebbero arrivare dal governo italiano per porre a tacere una vicenda la quale aveva inasprito gli animi dei consumatori da tempo. In questo caso la notizia del cambiamento di Vodafone arriva direttamente per bocca del suo AD, Aldo Bisio, il quale durante un'intervista al Corriere della Sera ha annunciato la svolta della sua azienda.
Un vero e proprio dietro front che Vodafone ha deciso di realizzare con la volontà di rendersi ancora più trasparente nei confronti dei propri clienti. Una qualità che, secondo l'AD Vodafone, era mancata dall'Aprile del 2006 quando erano state inasprite le tariffe e soprattutto ridotta la fatturazione a 28 giorni. Vodafone dunque tornerà alla vecchia fatturazione dei 30 giorni e questa notizia di certo non potrà che rendere felici tutti i clienti dell'operatore che assieme ad AGCOM e al governo italiano si erano scagliati contro le nuove regole.
"Nell’aprile del 2016 abbiamo ridotto il ciclo di fatturazione e nei fatti aumentato i prezzi. Era un’operazione legittima in un sistema di mercato liberalizzato, dove i prezzi sono tra i piu’ più competitivi d’Europa. Alla luce dell’attenzione posta dal Governo e dalle Autorità, ci siamo resi conto che abbiamo sottovalutato un elemento importante che ci lega ai clienti, la trasparenza. Abbiamo dunque deciso che ritorneremo al ciclo di fatturazione precedente. Sono investimenti ingenti, abbiamo avviato i lavori, e lo faremo rapidamente" ha dichiarato Aldo Bisio - AD Vodafone.
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81 RISPOSTE 81
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SuperUser
Fico!
:thumbup:
Chissà se varrà anche per il rinnovo delle opzioni sulle ricaricabili?!
Fonte??
E' vero che i soldi non fanno la felicità, ma in limousine si piange meglio!
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Abbiamo visto come gli operatori entro il prossimo mese di aprile 2018 dovranno adeguarsi al ritorno alla fatturazione mensile abbandonando, fortunatamente per gli utenti, quella a 28 giorni che significava nell'arco di un anno una mensilità in più da pagare agli operatori. La Commissione Bilancio del Senato aveva approvato lo scorso 15 novembre l'emendamento che blocca definitivamente la fatturazione "breve" nel settore delle telecomunicazioni riportando gli utenti alla classica scadenza mensile.
Tutto bene se non fosse che in vista di possibili fraintendimenti, l'AGCOM, ha voluto emanare delle linee guida per gli operatori più "furbetti" che magari avrebbero potuto interpretare la mensilità delle nuove fatturazioni con il mese commerciale e non con quello solare. In questo caso, in effetti, utilizzare una fatturazione con mese commerciale avrebbe significato chiedere il rinnovo dell'offerta ogni 30 giorni ma sappiamo bene che molti mesi dell'anno contano 31 giorni e dunque gli utenti avrebbero nuovamente perso soldi.
Nel contempo sempre l'AGCOM ha deciso di multare TIM, Vodafone, Fastweb e Wind Tre per non aver rispettato la delibera in materia di cadenza di rinnovo delle offerte e di fatturazione dei servizi per quanto concerne la telefonia fissa come anche le offerte convergenti di fisso-mobile. In poche parole, l'Agenzia per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha deciso di multare gli operatori per aver continuato a fatturare le offerte ogni 28 giorni piuttosto che su base mensile come stabilito da una delibera precedente.
La multa decisa dall'Agenzia equivale ad un importo di 1.6 milioni di euro per ogni operatore, cioè la massima somma sanzionatoria ammessa per legge, che non nuocerà poi troppo agli stessi visto che il giro di affari annualmente viene stimato in poco meno di 1.2 miliardi di euro tra internet a casa e quello mobile. Di certo però è un'azione che va a tutelare i consumatori che si sono ritrovati a dover pagare ancora una volta di più anche se per legge non avrebbero dovuto.
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Le compagnie telefoniche si accingono ad affrontare una pena ben più pesante dei 1,160 milioni ciascuno richiesti dalla AGCOM per quanto concerne la tariffazione a 28 giorni sugli abbonamenti di telefonia fissa. Gli operatori avrebbero dovuto adeguarsi alle linee guida imposte dall'Autorità entro la fine di giugno, riportando gli abbonamenti dei fissi alla fatturazione mensile. Ma questo non è avvenuto e la battaglia potrebbe concludersi in tribunale, dove gli operatori potrebbero usare come arma l'abbattimento di prezzo dei servizi avvenuto fra il 2012 e il 2016.
Su uno degli ultimi documenti apparsi sul sito ufficiale dell'AGCOM si legge tuttavia che oltre alla multa bisognerà attuare un "meccanismo ripristinatorio", in altre parole una sorta di rimborso per tutti gli utenti che dal 23 giugno hanno pagato il surplus dovuto alla tariffazione con mensilità ridotta in maniera illegittima. Secondo uno studio dell'AGCOM l'aumento è stato di circa 1,19 miliardi di euro, pari all'8,6% se rapportato al fatturato generato con una tariffazione mensile. Il rimborso, quindi, potrebbe essere di centinaia di milioni di euro per le singole compagnie.
Alcune aziende hanno già annunciato che torneranno alla tariffazione mensile nel nome della trasparenza, fra i tanti motivi, e avranno tempo fino ad aprile per adeguarsi. Tuttavia in questo periodo, e in quello già trascorso da fine giugno ad oggi, l'AGCOM imporrà lo storno degli "importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti dagli utenti n termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e ciclo di fatturazione mensile".
Nella delibera rilasciata dall'Autorità si legge che l'ammontare dello storno e lo storno stesso dovranno essere "comunicati con adeguato risalto" all'interno della prima fattura emessa con cadenza mensile. Vedremo nei prossimi giorni quale sarà la reazione delle compagnie telefoniche dello Stivale.
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Mi chiedo solo perché Vodafone continui a proporre offerte e servizi basati su 4 settimane o 28 giorni, stanti le delibere riportate anche qui.
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SuperUser
Quando Vodafone tornerà alla fatturazione a 30 giorni? Un anno è composto da 12 mesi e non vedo per quale motivo dobbiamo pagarne 13 ricevendo sempre lo stesso servizio. L'AGCOM ha ragione nel pretendere un risarcimento per noi clienti.
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Entro Aprile dovranno adeguarsi.....
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SuperUser
@"Umby11" ha scritto:
Entro Aprile dovranno adeguarsi.....
Ed ovviamente si prenderanno tutto il tempo necessario.
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@"marek" ha scritto:
@"Umby11" ha scritto:
Entro Aprile dovranno adeguarsi.....
Ed ovviamente si prenderanno tutto il tempo necessario.

Infatti la TIM (guarda caso....) inizierà dal 1^ Aprile...
"TIM ha comunicato che le sue offerte consumer che attualmente si rinnovano ogni 4 settimane dal prossimo 1° Aprile 2018 vedranno un cambiamento e si rinnoveranno ogni mese proprio come stabilito dall'approvazione della Legge 172/1 la quale prevede l'adeguamento dei prezzi con decadenza del rinnovo ogni 4 settimane entro e non oltre il 5 aprile 2018.
L'operatore ha voluto ufficializzare il cambiamento obbligato dallo Stato che prevede dunque l'abbandono della tariffazione tanto chiacchierata dei 28 giorni con la classica mensilità. Variazione che non produrrà alcuna variazione in termini di costi per il consumatore che dunque non vedrà aumenti annuali almeno rispetto alla tariffazione ogni 28 giorni anche se rispetto a quanto veniva pagato dal consumatore prima dell'introduzione della stessa si avrà un aumento dell'8.6%."
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SuperUser
Da Vodafone.it
Ai sensi della Legge 4 dicembre 2017, n.172 per i servizi di comunicazione elettronica e reti televisive, per i clienti privati ricaricabili (dal 25 marzo 201, abbonamento e rete fissa (a partire dalla prima fattura emessa dopo il 5 aprile 201,i servizi e le promozioni attive si rinnoveranno su base mensile anziché ogni 4 settimane. La spesa complessiva annuale non cambia (ma quella mensile si, ndr) Il numero dei cicli di fatturazione si riduce da 13 a 12 e di conseguenza l’importo mensile delle offerte aumenterà dell’8,6%. Per avere maggiori informazioni puoi contattare il 42590. Tutti i clienti interessati riceveranno una comunicazione in fattura (abbonamento) o SMS (ricaricabili) e potranno recedere dal contratto o passare ad altro operatore senza penali entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, specificando come causale del recesso "modifica delle condizioni contrattuali". Il diritto di recesso puo’ essere esercitato gratuitamente su variazioni.vodafone.it o inviando una raccomandata A/R a Servizio Clienti Vodafone, casella postale 190 – 10015 Ivrea (TO) o via PEC all’indirizzo vodafoneomnitel@pocert.vodafone.it, esplicitando la causale sopraindicata. I clienti che decidono di recedere e hanno un’offerta che include telefono, tablet, Mobile Wi-Fi, Vodafone TV o prevede un contributo di attivazione a rate continueranno a pagare, le eventuali rate residue addebitate con la stessa cadenza e con lo stesso metodo di pagamento che hanno scelto. In caso di recesso, per non perdere il numero, dovranno anche passare contestualmente ad altro operatore senza costi di disattivazione.
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